Presidenziali in Repubblica Ceca: si volta pagina

Sarà ballottaggio tra i due candidati europeisti

di Angela Cannito

L'attuale Capo dello Stato della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus (fonte immagine: Flickr/World Economic Forum)

L’attuale Capo dello Stato della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus (fonte immagine: Flickr/World Economic Forum)

E’ tempo di cambiamento in Repubblica Ceca: per la prima volta nella sua recente storia, alle elezioni presidenziali dello scorso 11 e 12 Gennaio, sono stati i cittadini ad esprimere la propria preferenza e scegliere il nuovo presidente, grazie ad un emendamento che ha stabilito l’elezione diretta del successore dell’attuale Capo dello Stato, Václav Klaus.

Nove in tutto i candidati che si sono presentati al primo turno e, come era facilmente prevedibile, a decidere sarà  il ballottaggio. Contro ogni pronostico la sfida, prevista per il 25 e 26 Gennaio, metterà a confronto l’ex-premier socialdemocratico Milos Zeman e Karel Schwarzenberg, attuale ministro degli Esteri, staccato di un solo punto da quest’ultimo; solo terzo invece Jan Fischer, anch’egli ex premier di centro sinistra, che i sondaggi davano come principale avversario di Milos Zeman.

Zeman, che dopo aver lasciato i socialdemocratici ha fondato una nuova formazione di centro sinistra (il Partito di Diritti Civili). Nonostante sia stato più di una volta al centro delle polemiche – a causa dei suoi trascorsi nel partito comunista –  ha guadagnato il 24, 5% dei consensi, soprattutto nelle campagne e nelle piccole comunità. Di contro Schwarzenberg ha ottenuto la maggior parte dei suoi voti nelle grandi città e nella capitale Praga.

Conservatore e leader del partito “Top 09″, Schwarzenberg – a differenza di Zeman – ha un passato da dissidente e dopo l’esilio nel periodo comunista è stato uno dei principali sostenitori della “Rivoluzione di Velluto.

Due leader distanti nel loro percorso politico e sociale ma che sembrano accomunati dalle stesse idee in materia di politica estera. Sarà questo il vero cambiamento per la Repubblica Ceca: dopo dieci anni caratterizzati da una politica decisamente euroscettica e palesemente filo-russa, che ha contrassegnato i due mandati di Klaus, quello che si prospetta per la Cechia è un futuro decisamente europeista.

Il Presidente ceco uscente, infatti, più di una volta ha mostrato palese diffidenza nei confronti dell’Europa e non ha mai perso occasione per mettere in guardia i propri cittadini rispetto all’operato dell’Unione. Dall’altro lato non ha mai neanche nascosto la sua particolare amicizia con il Presidente russo Putin che molto spesso ha appoggiato e sostenuto, come in occasione dell’attacco militare in Georgia del 2008, andando contro ogni parere del Parlamento e mettendo più volte a rischio anche la sicurezza del proprio Paese.

Al contrario Schwarzenberg  e Zeman hanno espresso più volte la volontà di collaborare con l’Unione Europea e, se pur su posizioni diverse, hanno mostrato di voler essere parte integrante dei processi politici europei. Zeman più radicale e fermamente contrario all’ingresso nell’Unione della Turchia ha dichiarato di  essere favorevole ad “un’efficace politica straniera e di difesa europea comune”; mentre Schwarzenberg, che proprio grazie alla sua propensione europea ha guadagnato voti su Fischer, sostiene l’idea di una Ue “solidale”.

Non resta che aspettare l’esito del ballottaggio. Tra due settimane si torna alle urne e come sempre, in questi casi, per i due aspiranti presidenti le alleanze che sapranno stringere saranno importanti per determinare la vittoria finale di uno dei contendenti. Quello che è certo però è che la Repubblica Ceca volterà pagina: da amica della Russia diventerà amica dell’Unione Europea.

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