Caos sanità Lazio: intervista a Roberto Chierchia (Cisl Fp Roma)

A pochi giorni dalla manifestazione dei camici bianchi a Roma davanti alla Regione Lazio, abbiamo intervistato Roberto Chierchia, responsabile sanità Cisl Fp

di Chiara Puglisi

cisl fp romaChierchia, facciamo un bilancio della manifestazione
Il bilancio della manifestazione è positivo, è stato un sit-in pacifico che ha visto la partecipazione di oltre 10.000 persone. Ma le proteste non finiscono qui, l’appuntamento è per il 20 dicembre (domani, ndr) davanti la sede del Ministero dell’Economia, che reputiamo la sede naturale del commissario straordinario Enrico Bondi. Insieme a Cgil e Uil stiamo organizzando una grossa fiaccolata.

Il commissario Bondi sta incontrando in questi giorni alcuni soggetti coinvolti nei tagli alla sanità. Anche voi siete stati convocati?
Palazzo Chigi ha pubblicato una nota in cui specifica che il commissario Bondi è impegnato in incontri one-to-one ma a noi non è arrivata alcuna convocazione. Nel quadro generale dei tagli alla sanità giudichiamo necessario sentire le parti sociali. Per noi è indispensabile concertare con le istituzioni eventuali soluzioni evitando i tagli lineari, applicati da Bondi, a cui stiamo assistendo e che colpiscono la sanità di eccellenza.

Oltre ai tagli dei posti letto uno dei nodi cruciali è quello del precariato. Com’è la situazione al riguardo?
Quello dei precari è il nodo principale. Negli ospedali nascono petizioni spontanee con migliaia di firme raccolte per chiedere soluzioni al problema della precarietà. Stiamo parlando di oltre 4.000 lavoratori precari, questi dati sono in nostro possesso grazie a nostre statistiche. I dati ufficiali che la Regione doveva pubblicare a seguito dell’autocertificazione dei precari, non sono mai arrivati. Se il patto Polverini, che prevede la proroga di dodici mesi dei contratti in scadenza a fine anno, non verrà rispettato, oltre 4000 lavoratori impegnati anche in reparti di emergenza resteranno a casa. Ciò significa che nelle strutture ospedaliere i reparti di emergenza, come il pronto soccorso, non saranno garantiti. Questo i cittadini lo devono sapere. Sono in discussione migliaia di posti di lavoro che si sommano alle 2.700 cassaintegrazioni già in atto fino a fine anno. Per tutti questi motivi le parti sociali chiedono un tavolo permanente al commissario Bondi.

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