Wimbledon: la prima volta di Garbiñe

A Londra la spagnola Garbiñe Muguruza si aggiudica per la prima volta il torneo più prestigioso al mondo battendo in finale Venus Williams, conquistando così il secondo Slam della sua carriera

muguruza wimbledon 2017

Garbiñe Muguruza esulta per la vittoria a Wimbledon

Londra si è fatta bella per ospitare le più brave tenniste del pianeta. Largo al women power quindi che ha regalato, nei quindici giorni di Wimbledon, delle battaglie sensazionali. L’edizione 2017, che sente tutta la pesante assenza di Serena Williams fermatasi per maternità, risulta essere un torneo equilibrato tra le sue attrici principali, con due protagoniste sotto i riflettori una spanna sopra tutte le altre.

Il finale sembrerebbe scontato e ripetitivo, sentir parlare di una Williams (Venus) che raggiunge la sua nona finale del secondo Slam stagionale potrebbe essere la norma, qualcosa di abituale, con un esito scontato. Invece, vedere la statunitense classe 1980 ancora una volta in finale e vederla giocare un torneo come quello di Wimbledon quest’anno, fa capire un concetto semplicissimo: se la più grande delle sorelle Williams è arrivata all’ennesimo ultimo atto della sua meravigliosa carriera non è per mancanza di degne avversarie, ma perché oggettivamente Venus non ha avuto avversarie, Muguruza a parte: è in uno stato di forma ideale, è ancora decisiva col suo strapotere fisico e la classe infinita. Una classe che, come abbiamo visto in altri tornei della stagione, soltanto Serena può contrastare e superare.

Dall’altra parte del campo della finale troviamo Garbiñe Muguruza, meravigliosa tennista che cresce di anno in anno, attualmente 4ª nella classifica mondiale ma nel 2016 approdata fino alla seconda posizione del ranking WTA, dopo la vittoria su una certa Serena Williams nella finale del Roland Garros dello scorso anno.

Percorsi praticamente identici per le due campionesse che sono approdate in finale a Wimbledon, almeno nei numeri. Entrambe hanno concesso solo due set a testa in tutto il torneo, la statunitense con la cinese Wang (4-6 6-4 6-1) al secondo turno, la spagnola con la numero 1 del mondo Angelique Kerber (che aspirava al successo) 4-6 6-4 6-4 negli ottavi. Un percorso perfetto, a senso unico, lasciando briciole alle avversarie, per scatenarsi in finale.

Troppo forti loro o non tanto in forma le altre: questo è il grande dubbio che ci porteremo dietro. Detto della Kerber, che si è arresa con onore, e di Agnieszka Radwanska, ko negli ottavi contro Svetlana Kuznetsova, non si può dire lo stesso di Caroline Wozniacki, eliminata da Coco Vandeweghe in un match equilibrato, di Dominika Cibulkova, sconfitta dalla 19enne croata Ana Konjuh e della nostra Camila Giorgi, fermata al terzo turno con un doppio 7-5 dalla vincitrice del Roland Garros 2017, Jelena Ostapenko.

Johanna Konta e Simona Halep sono protagoniste di un quarto di finale con gioie (britanniche) e delusioni (romene): la 26enne “padrona di casa” grazie alla vittoria in un match avvincente, conquistato 6-7(2) 7-6(5) 6-4, riporta in semifinale una suddita della Regina Elisabetta II dopo 39 anni. Non si può dire lo stesso della Halep, che ambiva al primo posto nel ranking e che si ferma ai quarti come lo scorso anno. Anche Karolina Pliskova delude le aspettative del torneo, uscendo a sorpresa al 2° turno contro la 29enne slovacca Rybarikova. La giocatrice ceca però si ritrova ugualmente numero 1 del ranking WTA grazie ai ko di Halep e Kerber.

Infine, tanti applausi del pubblico sopraffino di Wimbledon per la slovacca Magdaléna Rybáriková, grande sorpresa del torneo 2017 sia per la già citata vittoria contro la Pliskova, sia per il raggiungimento della sua prima semifinale Slam, persa poi (con onore) contro la futura regina di Wimbledon, Garbiñe Muguruza.

La determinazione della spagnola è andata oltre tutto (anche oltre i pronostici della tradizione inglese); un eccellente stato di forma le ha permesso di controllare ogni singola partita del suo personalissimo torneo, culminando nella finale con la Williams, dove ha domato la favoritissima statunitense 7-5 6-0 (superbo il secondo). Incontro perfetto quello della 23enne nativa di Caracas, un incontro che potrebbe dar vita al giro di boa della sua carriera, che ha costruito con pazienza e tanta gavetta, perché il prato verde di Wimbledon ha scelto lei come nuova regina, ha scelto il volto della giovane spagnola che simboleggia il nuovo che avanza, oltre che un passaggio di consegne con Venus Williams ai vertici del tennis mondiale.

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