Imola, un circuito storico che nasconde molte insidie

La Formula 1 torna, finalmente, sul Circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola: un appuntamento che mancava dal calendario iridato dal 2006

È ufficialmente considerato il Gran Premio di San Marino (denominato quest’anno Gran Premio dell’Emilia-Romagna) ma Imola è sempre stato uno degli appuntamenti più attesi dai fan italiani insieme a Monza. È una pista che piace perché è molto tecnica, difficile da interpretate in quanto al suo interno ci sono curve e staccate complesse, serve la massima attenzione visto che dietro ad ogni curva può nascondersi un’insidia. È lungo 4.909 metri, si percorre in senso antiorario e ha 12 curve a sinistra e 9 a destra.

 

Questo circuito ha vissuto la Formula 1 dal 1980 fino al 2006. Ma prima, nel lontano 1963, vi si corse una gara, non presente nel calendario iridato e alla quale non partecipò la Ferrari. La sua costruzione risale al 1952 ma le opere per renderlo un circuito permanente e degno di ospitare grandi eventi sportivi terminarono nel 1970. Il 14 settembre 1980 è una data storica per questo impianto, che ha ospitato in quella data il primo Gran Premio valido per il mondiale di Formula 1.

Un’altra data che segna in maniera indelebile la vita di questo circuito è il 14 agosto 1988. Quel giorno morì una delle menti più illuminate del secolo scorso, l’inventore di un sogno rosso che dura ancora oggi, Enzo Ferrari. In virtù della grande vicinanza dimostrata dal Drake all’autodromo, la città ha voluto da allora intitolare l’impianto a lui ed al figlio prematuramente scomparso, fu così che nacque la denominazione attuale di Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Questo tracciato è stato parte integrante della storia di questo sport. su queste colline sono sbocciati talenti, ma sono accadute anche nefaste tragedie come quelle occorse in sequenza a Roland Ratzenberger e ad Ayrton Senna.

Fa pensare ed emozionare il fatto che, l’ultimo pilota a vincere su questa pista su una Ferrari, sia stato Michael Schumacher ormai al tramonto della sua esperienza ferrarista proprio nel 2006.

Da allora sono proseguiti grazie anche al supporto dell’architetto tedesco Hermann Tilke i lavori di ristrutturazione ed ammodernamento del circuito, che non ha però perso il suo antico splendore.

Dopo la morte di Senna, al quale sono state dedicate delle luminarie in giro per la città, è stata realizzata una variante alla curva del Tamburello, intervento questo utile a ridurre la velocità delle vetture vista l’impossibilità, per mancanza di spazio di allungare la via di fuga. È stata eliminata la Variante Bassa e nel 2011 il tracciato è stato riasfaltato per il 70% della sua lunghezza.

L’ultimo team a guidare ad Imola è stato l’Alpha Tauri in occasione del proprio filming day prima dell’inizio di questa particolare stagione, a luglio in Austria. A parte questa “intrusione” sarà la prima volta delle vetture turbo ibride su questo circuito.

La Formula 1 è pronta dunque, il 31 ottobre e 1° novembre, a riabbracciare uno dei tracciati che ne hanno fatto la storia. peccato che accada in un periodo storico come questo, e che non potranno esserci tifosi sulle tribune ad assistere al boato dei motori. Questa stagione travagliata e ricca di imprevisti, grazie al buon lavoro di Liberty Media è stata capace di riconsegnare agli appassionati alcuni impianti storici. Con la speranza che, quando tutto tornerà alla normalità alcuni di questi “luoghi sacri” dell’automobilismo possano tornare in pianta stabile all’interno del calendario iridato.

Andrea Pulcini

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