Non stancarti di andare. Una storia struggente e solare firmata da Teresa Radice e Stefano Turconi

‘Non stancarti di andare’ supera i generi: non è solo un graphic novel e non è solo un romanzo. È quanto di meglio i due generi possano esprimere insieme

Non stancarti di andare

©vivileggiama

La storia prende il via da Verezzi, paesino ligure da cui nel 1933 una madre, un padre e una bimba partono per cercare fortuna all’estero come tante famiglie italiane hanno fatto nel corso dei decenni.

Nella casina di Verezzi rimane una nonna e nella stessa casa, nel 2013, va a vivere Iris con Ismail. Ismail e Iris sono lì per iniziare la loro vita insieme, in quella stessa casetta in cui Iris ha vissuto con la mamma quando era piccola e che era stata della nonna di sua nonna.

Ismail, professore di lingua araba e di calligrafia, è un ragazzo siriano che decide di tornare in Siria per alcune settimane per salutare la famiglia e aiutare degli amici con i pezzi di un museo. Iris, disegnatrice di professione, rimane in Italia e scopre di lì a pochissimi giorni di essere incinta del figlio tanto desiderato con Ismail.

Ma proprio allora non riuscirà più a mettersi in contatto con lui. Ismail infatti si troverà nel mezzo dei disordini e della guerra che da allora stanno devastando la Siria. Verrà fatto prigioniero dai guerriglieri, riuscirà a scappare e, attraverso molte e dolorose traversie, affronterà quel lungo viaggio che tante povere anime hanno affrontato durante questi anni. Attraverserà il deserto e poi il mare senza mai perdere di vista la sua stella, la volontà di tornare da Iris.

Ma ci vorranno 9 lunghi mesi, i mesi in cui Iris porterà avanti da sola la gravidanza, in cui avrà modo di riflettere su di sé, sul suo mondo, sulla sua famiglia, sull’orrore di una guerra di cui fino ad allora non ha voluto o saputo comprendere la gravità.

E attenderà. Attenderà quel suo amore minuscolo, quell’esserino ancora nella sua pancia cui scrive lettere delicate. E attenderà Ismail.

La storia, per lo più ambientata ai giorni d’oggi, intreccia diverse generazioni a partire da quel 1933. Si snoda tra l’Italia e la Siria e, in minor parte, l’Argentina. L’Italia di Iris e della giovinezza di sua madre. La Siria in cui Ismail e Iris si sono conosciuti qualche anno prima e la Siria della guerra da cui Ismail cerca di fuggire. E infine l’Argentina dove la famiglia di Iris si trasferì in quel lontano 1933 e da cui i nonni di Iris fecero andare via – incompresi – una giovane Maite, la madre di Iris: era iniziata la triste stagione dei desaparecidos che si porterà via anche i nonni di Iris.

Il volume racchiude in circa 300 pagine tavole meravigliose di una Siria pre-conflitto, volti espressivi dei personaggi, caratterizzazioni di stile e colore per i diversi tempi narrativi. E, in questa ricchezza grafica, gli autori regalano lunghi inserti narrativi, descrizioni, ricordi e lettere in una prosa che è poesia.

Al centro l’amore. L’amore per la bellezza e l’arte. L’amore per la propria famiglia, quella cui ci lega il sangue e quella che ci formiamo attorno man mano. L’amore per gli altri, l’accoglienza, l’inclusione, nella consapevolezza che siamo tutti unici e diversi e proprio in questo tutti uguali. L’amore che fa rima con attesa, per chi deve arrivare, per chi deve tornare, per chi deve fare pace con se stesso.

E poi c’è la riflessione sul nostro rapporto con dio, in qualunque modo lo si voglia chiamare e anche se non lo si vuole chiamare affatto. La riflessione sulla propria identità e sulle proprie radici. La forza di credere nei propri sogni e andare avanti anche se la strada è difficile e le nuvole coprono le stelle.

Di solito leggo un graphic novel in un tempo misurato in minuti o al massimo in ore. A questo ho dovuto e voluto dedicare un tempo misurato in giorni. Perché ogni parola meritava attenzione. Ogni descrizione andava assaporata (e io non sono una fan delle lunghe descrizioni!). E ogni fase della storia aveva bisogno del suo tempo per essere assorbita.

Dietro le parole e dietro i disegni si cela la fucina creativa de @lacasasenzanord, una coppia di autori che nel tempo ci sta regalando piccoli e grandi gioielli.

Proprio nei giorni scorsi il loro ‘Tosca dei Boschi‘ ha vinto al Treviso Comic Book Festival il Premio Boscarato 2019 come miglior fumetto per bambini e ragazzi. Il 7 novembre (dopo l’anteprima in occasione del Lucca Comics 2019) sarà pubblicato ‘Le Ragazze del Pillar‘. Si tratta del primo volume di una serie aperta, ad oggi senza un finale previsto: storie autoconclusive – due storie a colori ogni volume – sulle prostitute del bordello che i lettori hanno conosciuto ne Il Porto Proibito (altro loro lavoro consigliatissimo) di cui ‘Le Ragazze del Pillar’ è lo spin-off. Dovremo attendere invece il 2020 per ‘La Terra, Il Cielo, I Corvi, ambientato in Russia nel 1943.

Tornando invece nello specifico a ‘Non stancarti di andare’, pubblicato nel 2017 sta meritatamente viaggiando per il mondo (è stato tradotto già in spagnolo “No te canses de caminar” e in francese con il titolo “Amour minuscule”) a conferma della sua validità artistica ed editoriale oltre che del suo essere veicolo di temi e valori che non hanno bisogno di documenti per passare il confine.

@vivileggiama

Non stancarti di andare
Teresa Radice e Stefano Turconi
Bao Publishing, 2017
pp. 320, € 27

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