Elezioni presidenziali Francia 2022: Macron e Le Pen verso il secondo turno

I risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali francesi si avvicinano sempre di più. In effetti è stato già fatto lo spoglio del 97% delle schede elettorali. Secondo le stime di vari istituti di sondaggio, il secondo turno delle presidenziali vedrà scontrarsi gli stessi candidati del 2017, Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

Emmanuel Macron e Marine Le Pen dovrebbero dunque affrontarsi, ancora una volta, il 24 aprile per il secondo turno che vede in vantaggio del presidente uscente, come scrive l’edizione francese di Euronews; tuttavia, non c’è alcuna certezza sul numero dei voti dopo il crollo dei LR (“Les Républicains” ovvero il partito dei Repubblicani, NdT) e del PS (“Parti Socialiste” ovvero il partito socialista, NdT) al termine del primo turno di questa domenica appena trascorsa.

Sebbene i sondaggi dessero Emmanuel Macron inseguito da Marine Le Pen, il presidente uscente ha realizzato un punteggio migliore del previsto, tra il 27% e il 29% dei voti secondo le stime, di fronte alla candidata del RN (“Rassemblement National”, ex “Fronte Nazionale (FN)”, NdT) accreditata dal 23% al 24%.

Ma il secondo turno si preannuncia serrato secondo i sondaggi di domenica sera che vedono riconfermato Macron, ma per poco (51%-49% secondo l’Ifop; 52-48% per Elabe; 54%-46% secondo Ipsos et Opinionway; 54,5% – 45,5% per Odoxa). Si tratta di un risultato ben lontano da quello ottenuto nel 2017 (66,1% – 33,9%).

Dopo mesi di una campagna elettorale atipica e poco mobilitante, il numero degli astenuti è stato molto più elevato rispetto a cinque anni fa, fra il 26% e il 28% contro il 22,23% del 2017 secondo gli istituti dei sondaggi.

Mélenchon manca di poco la marcia verso il secondo turno

Con il terzo posto dell’indomito (aggettivo che riprende il nome del partito politico “La France Insoumise” ovvero La Francia Indomita, NdT) Jean-Luc Mélenchon (intorno al 21,9%), questo scrutinio conferma la retrocessione dei due partiti, a capo della V° Repubblica fino al 2017, che realizzano il peggior risultato della loro storia: Valérie Pécresse (LR) intorno al 5% dei voti, limite del rimborso della campagna elettorale e Anne Hidalgo (PS) con meno del 2%. Jean-Luc Mélenchon ha mancato di poco domenica la marcia verso il secondo turno, nonostante la mobilitazione al “voto utile”.

Questa è la sua terza sconfitta alle presidenziali. Tuttavia, si tratta di un risultato migliore rispetto a quello ottenuto nel 2017 e rafforza il ruolo centrale a sinistra della France insoumise.

Se lo scenario di un duello Macron/Le Pen era atteso, la campagna elettorale tra due turni apre una serie di domande sui report dei voti di cui beneficeranno l’uno e l’altro il 24 aprile. I due candidati hanno lanciato fin da domenica sera degli appelli al raggruppamento sotto i loro rispettivi schieramenti.

L’esito del secondo turno, dunque, dipende in parte dal comportamento degli elettori di Jean-Luc Mélenchon. Quest’ultimo è riuscito a sfruttare il voto utile per la sinistra al punto tale di credere, domenica sera, di potersi aggrappare al secondo turno. Verrà rispettata la direttiva che il candidato indomito ha ripetuto a tre riprese: “Non bisogna dare un voto a madame Le Pen”? Dicendo così non ha esplicitamente esortato a scegliere Emmanuel Macron.

E i simpatizzanti di destra seguiranno la decisione di madame Pécresse di votare “con consapevolezza per Emmanuel Macron per impedire all’estrema destra di arrivare al potere?

Traduzione di Daniela D’Andrea via fr.euronews.com

Immagine di copertina via twitter.com/SBidimedia

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