MotoGP, a Misano Valentino Rossi insegna ancora a tutti come si vince!

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  • rossi lorenzo misano 2014
    (fonte immagine: motogp.com)

Nel Gp di San Marino meritata vittoria del “Dottore” sul circuito di casa davanti a Lorenzo e Pedrosa. Marquez arriva solo 15° dopo esser scivolato durante il duello con Rossi

di Marina Cavaliere

rossi misano 2014

(fonte immagine: facebook.com/valentinorossivr46official)

Come nei sogni più belli. Forse ha pensato questo Valentino Rossi quando ieri a Misano ha tagliato per primo il traguardo del Gp di San Marino, davanti ai suoi tifosi che non hanno smesso un attimo di incitarlo sul circuito intitolato al suo grande amico scomparso Marco Simoncelli.

A 35 anni e a un anno di distanza dalla sua ultima vittoria, il Dottore si porta a casa l’ottantunesima vittoria nella classe regina, la numero 107 nella carriera, decima su un tracciato italiano. Il podio di ieri con Rossi che ha preceduto il compagno di scuderia Lorenzo e la Honda di Pedrosa, riporta alla memoria l’ultima vittoria del numero 46 a Misano, con lo stesso ordine di arrivo.

Mi fa effetto essere sul gradino più alto del podio dopo 5 anni, riuscire a rivincere una gara molto simile. Nel corso di questi 5 anni sono passato da stagioni difficilissime con la Ducati, delusioni, infortuni ed è bello essere tornato vincente proprio qui”, ha commentato a fine gara un emozionato Rossi. Il pilota Yamaha si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa: “Non bisogna mai arrendersi, anche quando la gente ti dice che sei vecchio e che non potrai più vincere. Bisogna continuare a sognare, non mollare”.

Che questo weekend potesse essere quello giusto lo si era capito già dal passo tenuto dalle due Yamaha durante le qualifiche e nel warm-up, sempre in grado di essere più veloci delle eterne rivali Honda. Si era capito che tutto si sarebbe giocato in gara e così è stato: messi alle spalle tutti gli altri alla partenza, Rossi e Marc Marquez hanno affilato gli artigli e, per la gioia di paganti e spettatori da casa, hanno regalato uno spettacolo vietato ai cardiopatici. Dieci giri di sorpassi e controsorpassi, con un Rossi freddo, lucido e capace di imprimere un ritmo di gara alieno a cui anche lo spagnolo campione del mondo, che fino a ieri sembrava invincibile, si è dovuto piegare. Da lì l’errore di accodarsi alla M1 della Yamaha n° 46, perdere l’anteriore e poi secondi fondamentali da Rossi che volava via.

(fonte immagine: motogp.com)

(fonte immagine: motogp.com)

È vero, Marquez paga un solo errore fatto in una stagione fino ad ora praticamente fantastica, così come è vero che Rossi ha fatto il suo dovere per tutto il weekend e ha giustamente sfruttato quell’errore, andando a vincere meritatamente un Gran Premio che era il suo. Inutile dividersi tra “Rossiani” e “Marqueziani”: qui siamo di fronte a due fuoriclasse come pochi, non lo abbiamo scoperto a Misano. Rossi è la storia della MotoGP, ancora in grado di dire la sua (non sarà certo un caso che la Yamaha lo ha rinnovato per altri due anni quando ha spento 35 candeline) e Marquez ha dimostrato di essere l’unico in grado di rubargli la corona. Godiamoci lo spettacolo fin quando sarà possibile.

Per dovere di cronaca, il campione del mondo 2013 ha chiuso la sua gara in 15ª posizione, senza comunque compromettere la sua classifica mondiale dove rimanere saldamente al comando con 289 punti. Lo segue il compagno di scuderia Dani Pedrosa, che con il terzo posto di ieri sale a 215 e Valentino Rossi, staccato di un solo punto dallo spagnolo.

Domenica da incorniciare per i colori italiani anche grazie all’ottima prestazione di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone che con le loro Ducati sono arrivati a ridosso del podio, rispettivamente quarto e quinto.

Prossimo appuntamento il 28 settembre sul circuito di Aragona per il Gran Premio di Spagna.

  1. Valentino Rossi (Yamaha)
  2. Jorge Lorenzo (Yamaha)
  3. Dani Pedrosa (Honda)
  4. Andrea Dovizioso (Ducati)
  5. Andrea Iannone (Ducati)
  6. Pol Espargaro (Yamaha)
  7. Bradley Smith (Yamaha)
  8. Alvaro Bautista (Honda)
  9. Cal Crutchlow (Ducati)
  10. Yonny Hernandez (Ducati)

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