A Roma “Non sarà mica la fine del mondo?!”

Al Teatro de’ Servi una commedia per ridere e affrontare i “piccoli” imprevisti della vita

di Alessia Carlozzo

ManifestoQuattro persone sull’orlo di una crisi di nervi. Un magazzino di una scuola chiuso, dal quale non è possibile uscire. Un terremoto improvviso. I Maya dietro l’angolo.

Tanto basta per scatenare forse la “fine del mondo” una sera particolarmente fredda di dicembre. Il 21 per la precisione.

Giocando sulla ormai scampata profezia dei Maya, il regista Roberto Marafante porta sul palco del Teatro de’ Servi di Roma, fino al 27 gennaio, una commedia ironica e nervosa alla stesso tempo capace di scherzare e dissacrare molti degli stereotipi tipici italiani.

Ed ecco così affrontarsi a degli innocenti colloqui scolastici Lina una moglie tradita (una brillante Ussi Alzati forse la migliore sul palcoscenico) che armata di pistola sapientemente nascosta in una Vuitton (ovvio quale nascondiglio migliore?) è pronta per la resa dei conti con Marina l’amante del marito (Alessandra Ierse) e incidentalmente professoressa del figlio “cretino cosmico”.

Scontri tra due donne che tra una risata e l’altra forse portano a galla quel senso di giudizio che troppo spesso purtroppo è tipicamente femminile. Offese gratuite della moglie così vere e quotidiane a quelle che spesso rivolgiamo alle “Marine” nelle quali capita di imbattersi.

Nessuna pietà per lei. Forse di più per quel marito fedifrago Carlo (Simone Colombari) ginecologo ansioso armato di aerosol e ben poco coraggio nell’affrontare le due donne e una verità non confessata. Un ritratto nevrotico e impietoso del traditore che regala si risate ma anche riflessioni sulla capacità di affrontare le situazioni da parte di molti uomini.

Quasi a bilanciare questo triangolo esplosivo, Leonardo (Paolo Labati) orgoglioso precario, prof di filosofia ed ex marito della stessa Marina. Un rapporto mai finito tra i due, una frecciata continua e un amore per la cultura che li unisce, oltre a canzoni sui già citati Maya.

E in ultimo nel mezzo Francesco il figlio/studente amato, giudicato, dimenticato. Un rapporto genitori figli che appare quanto mai complicato e difficile. L’adolescenza come punto di rottura nel dialogo, una separazione come scusa per sopperire alle proprie mancanze come genitori con indulgenza o indifferenza a seconda del genitore. La scuola come luogo neutro, forse confortevole forse meno che prova a colmare il vuoto lasciato dalle figure paterne e materne.

Nel mentre della notte un susseguirsi di battute e scontri tra i quattro diventati due coppie, poi di nuovo separati e infine forse di nuovo uniti. Scontri generazionali, scontri politici (coppia alto borghese vs. professori di belle speranze “così di sinistra”) e riflessioni sull’attuale situazione di molti precari, scolastici in particolar modo data l’ambientazione.

L’illustre laurea in lettere contro la comune economia. Il sogno di ritornare a una vita bucolica contro il consumismo più sfrenato (anche se forse una pelliccia da 8,000 euro non scalda abbastanza o meglio “non scalda dentro”).

Quattro personaggi che diventano inevitabilmente quattro realtà che si possono incontrare ogni giorno. Ai colloqui dei propri figli ma non solo. La normalità, sicuramente in una veste caricaturale, che si racconta su un palco in maniera spontanea e divertente.

“Non sarà mica la fine del mondo?!” regala così una divertente rilettura del concetto di “drammi” quotidiani e episodi inaspettati troppo spesso caricati di pathos eccessivo, ma che approcciati con una sana dose di leggerezza possono essere affrontati forse con una carica diversa.

Tuo marito ti tradisce, tuo figlio va male a scuola, aspetti un figlio ma non sai chi è il padre, sei un precario e la pensione è un puro miraggio? Non sarà mica la fine del mondo?! Oppure si? I Maya al momento non hanno risposte in merito.

@acarlozzo

“Non sarà mica la fine del mondo?!”

Roma, Teatro de’ Servi

8 – 27 Gennaio 2013

Biglietto: platea 20€ | galleria 17€

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