La vittoria della destra in Italia getta un’ombra anche sul progetto europeo

I giornali francesi Le Monde e Les Echos avvertono: il successo di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia forte campanello d’allarme per la stabilità dell’Unione europea.

Le Monde dedica un editoriale alle Elezioni politiche in Italia: un’ombra sul progetto europeo.

Da cent’anni a questa parte, per la prima volta l’Italia si accinge a sperimentare un governo dominato dall’estrema destra. Una minaccia per l’Europa, dopo il successo dei Democratici Svedesi e del Rassemblement National alle politiche francesi.

Se il trionfo di Fratelli d’Italia alle politiche italiane, domenica 25 settembre, non è una sorpresa – guardando i sondaggi, in queste ultime settimane, avevano ampio vantaggio – la vittoria di un movimento postfascista in un paese membro fondatore dell’Unione europea, terza economia della zona euro, è comunque uno scossone politico.

Con un quarto dei voti, il partito di Giorgia Meloni è ormai in posizione di forza per formare un governo di coalizione con la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi. Per la prima volta dall’ascesa al potere di Benito Mussolini, dopo la Marcia su Roma, esattamente cento anni fa, l’Italia si appresta a sperimentare un governo dominato dall’estrema destra. Certo, Fratelli d’Italia fino a oggi ha cercato di rassicurare prendendo le distanze dal fascismo storico. Ma le sue ambiguità e i suoi dubbi riferimenti contribuiscono a mantenere l’inquietudine sulle sue vere intenzioni e spingono a essere quanto mai vigili.

Con queste elezioni, la politica italiana dà nuovamente prova della sua estrema volatilità. Dopo i brevi diciannove mesi di stabilità e credibilità sul piano internazionale, sotto il governo di Mario Draghi, il paese ha scelto di fare un salto nel buio portando al potere una coalizione eteroclita, populista e identitaria, la cui aspettativa di vita è già in dubbio.

Test cruciale

La situazione è ancor meno chiara se si considera che la vittoria elettorale apre su un rapporto di forza per niente stabilizzato. Anche se la coalizione si è assicurata la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e al Senato, due delle sue componenti, la Lega e in misura minore Forza Italia, escono indebolite dal voto. Si apre una seconda campagna sotto forma di negoziazione delicata fra tre alleati di circostanza, i cui punti di divergenza sono molti. Il tutto in un sistema istituzionale in cui i contropoteri limitano i margini di manovra della maggioranza. Questo periodo costituirà un test cruciale per la resilienza della democrazia italiana.

Per mantenere una coerenza, la coalizione dovrà innanzitutto trovare un punto di equilibrio sul conflitto russo-ucraino. L’atlantismo e il sostegno all’Ucraina ostentati da Giorgia Meloni poco si accordano con la russofilia di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Da questo rapporto di forza in seno al futuro governo italiano dipenderà la solidità della coesione europea di fronte a Putin.

Anche le relazioni con le istituzioni europee si preannunciano incerte. L’anti-europeismo viscerale del presidente della Lega rischia di scontrarsi con il realismo di Giorgia Meloni, che si è impegnata a seguire il piano di riforma elaborato dal suo predecessore e approvato dalla Commissione europea. Fratelli d’Italia ha sì promesso ai suoi elettori di trovare adeguamenti agli sforzi richiesti da Bruxelles al fine di migliorare le finanze pubbliche e la competitività del paese. Ma, con un debito che rappresenta il 150% del PIL, l’Italia non può entrare in conflitto aperto con l’UE, che ancora deve versarle 140 miliardi di euro nell’ambito del piano di ripresa dell’Europa post-Covid.

Per l’Europa, il cui continente per la prima volta da decenni già deve subire una guerra frontale, la situazione politica italiana è una nuova sfida. Alcuni giorni dopo il successo dei Democratici Svedesi, formazione nata da un partito apertamente neonazista, e mentre in Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen ha confermato la sua recente avanzata facendo eleggere quasi cento deputati all’Assemblea nazionale, la vittoria storica di Fratelli d’Italia conferma a tutti coloro che fingevano di ignorarlo che il pericolo in Europa viene principalmente da una parte: dall’estrema destra. Da partiti nazionalisti che cercano di banalizzarsi, ma che comunque si oppongono, nella loro identità e nei loro principi, ai valori che hanno fondato l’Unione Europea.

Per il momento, l’Europa non può che prendere atto della vittoria di Giorgia Meloni puntando sulla capacità del sistema politico italiano a trovare, come ha sempre saputo fare, i compromessi necessari a cancellare le radicalità espresse al momento del voto. È interesse della nuova maggioranza italiana dare prova di pragmatismo per rispettare il voto degli elettori tenendo conto al contempo delle responsabilità che spettano all’Italia all’interno del progetto europeo. Se così non fosse, si metterebbe in moto un meccanismo mortifero per entrambe le cose.

 

Les Echos riflette: Italia: dopo la vittoria di Giorgia Meloni, la Francia mette in guardia sul «rispetto» dei valori europei.

La Francia promette di essere attenta al rispetto dei diritti umani in Italia, avverte la Primo ministro Elisabeth Borne. L’estrema destra francese, dal canto suo, saluta la «lezione di umiltà» lanciata dagli italiani all’Unione europea e scommette su un prossimo risultato analogo nell’Esagono.

L’arrivo al potere di Giorgia Meloni in Italia suscita preoccupazione dall’altra parte delle Alpi. Dopo la vittoria della capofila del partito postfascista Fratelli d’Italia, la Francia promette che sarà «attenta» al «rispetto» dei diritti umani e del diritto di aborto in Italia, come annunciato da Elisabeth Borne questo lunedì mattina su BFMTV.

«Certamente faremo attenzione, (con) la presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen), affinché i valori riguardo ai diritti umani, al rispetto reciproco, specialmente al rispetto del diritto di aborto, siano rispettati da tutti», ha dichiarato la Primo ministro.

Le sue parole facevano eco a quelle che contemporaneamente pronunciava su Franceinfo il presidente del MoDem, François Bayrou: «La Francia è cofirmataria dei trattati che hanno fondato l’Unione europea» ed è quindi «corresponsabile del rispetto, da parte di qualsiasi governo, dei diritti fondamentali». Bayrou ha deplorato l’esistenza di una «specie di vuoto, di deriva in tutta Europa», segno di una «grandissima inquietudine fra le popolazioni a cui bisogna rispondere».

«Terribile vittoria postfascista»

Al contrario, e non stupisce, l’estrema destra francese ha reso omaggio all’arrivo al potere di un partito postfascista, per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale. «Il popolo italiano ha deciso di riprendere in mano il suo destino eleggendo un governo patriota e sovranista», ha scritto Marine Le Pen su Twitter, congratulandosi con Giorgia Meloni e con il leader della Lega Matteo Salvini «per aver resistito alle minacce di un’Unione europea antidemocratica e arrogante».

Su RTL Marion Maréchal, ex deputata del Rassemblement National divenuta vicepresidente del partito di Eric Zemmour, Reconquête !, ha negato che FdI «sia nei fatti un partito di estrema destra». Perorando al tempo stesso per una «coalizione a destra» in Francia come quella che si è imposta in Italia, ma anche in Svezia due settimane fa.

Eric Zemmour si è ugualmente congratulato con Giorgia Meloni: «Come non guardare a questa vittoria se non come alla prova che sì, arrivare al potere è possibile?», ha sferrato su Twitter il candidato seccamente battuto al primo turno delle elezioni presidenziali. «Seguiamo questo esempio in Francia», ha rincarato Nicolas Dupont-Aignan, presidente di Debout la France, sempre su Twitter.

All’opposto dello scacchiere politico, l’eurodeputato ecologista Yannick Jadot ha parlato di «terribile vittoria postfascista in Italia», mentre la deputata de La France Insoumise (LFI) Clémentine Autain ha deplorato un risultato «tragico». «In Italia prendono il potere gli eredi di Mussolini. A permetterlo, le politiche neoliberiste e la scomparsa della sinistra. Qui, abbiamo tenuto duro. Ora vinciamo la corsa contro il Rassemblement National. Stasera, solidarietà a tutti i progressisti italiani», la sua reazione su Twitter.

Traduzione di Sara Concato via lemonde.fr e lesechos.fr

Immagine di copertina via twitter.com/CNNChile

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