Amazzonia, la deforestazione è sempre più veloce

Un rapporto di Global Forest Watch ha esaminato il disboscamento indiscriminato del “polmone del mondo”: esclusi i roghi, l’incremento è del 13%

Attività minerarie, pascoli e coltivazione della soia sono tra le principali cause dell’aumento della deforestazione dell’Amazzonia: Il “polmone del mondo”, definito così per via della grandezza della foresta pluviale più grande del nostro pianeta, diventa sempre più piccolo, non solo in Brasile, il Paese dove l’Amazzonia è più presente, ma anche in Colombia.

Dall’estate del 2018 le associazioni ambientaliste hanno lanciato “30×30“, iniziativa nata con l’obiettivo di far ridurre le emissioni inquinanti del 30% come previsto dagli accordi di Parigi sul clima, compresa una gestione sostenibile del patrimonio forestale mondiale.

In Amazzonia solo lo scorso hanno sono andati perduti ben 30 milioni di acri, di cui quasi un milione “foreste primarie”, cioè mai toccate dallo sviluppo umano, e da quando Jair Bolsonaro è presidente del Brasile le preoccupazioni di chi vuole difendere l’immensa foresta sono cresciute.

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