Michael Phelps, il Leonida da Rodi del nuoto

Lo si può chiamare lo “Squalo di Baltimora”, il “Kid” o il “Cannibale”: è Michael Fred Phelps II, l’ineguagliabile re del nuoto. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

La sua prima competizione nazionale avviene nel 1999, in Minnesota. Non ancora quindicenne, Michael Phelps detiene di già il record della categoria ragazzi sui 400 m, 800 m stile libero, 100 m, 200 m, 200 m farfalla e 400 m misti. È solo all’inizio della sua carriera da asso incomparabile del nuoto, che lo porterà a battere, nel 2016, un record, fino ad allora, proprio del campione di gare di corsa risalente ai Giochi olimpici della Grecia antica, Leonida da Rodi: 13 titoli individuali del primo contro i 12 di quest’ultimo.

Originario di Baltimora, lo “Squalo” inizia a nuotare all’età di 7 anni, a 15 si qualifica per le Olimpiadi di Sydney, diventando, in 68 anni, il più giovane nuotatore a partecipare ai Giochi: arriva quinto nella finale dei 200 m farfalla. Delle 83 medaglie vinte in tutte le gare fatte, 66 sono d’oro, 14 d’argento e 3 di bronzo; 39 sono, invece, i record del mondo conquistati in 8 discipline diverse, dal 2001 al 2009. Si qualifica come miglior medagliato anche nel campo individuale con ben 16 podi.

Alle Olimpiadi a Londra chiude con l’ottavo tempo i 400 m misti. In finale viene battuto rimanendo fuori dal podio. Nella finale dei 200 m farfalla, a soli 5 cm dalla vittoria, sbaglia bracciata venendo superato dal sudafricano Chad le Clos: lo batterà, però, in finale, ottenendo un tris di ori in due discipline individuali. Alle medesime Olimpiadi, vince nei 200 m misti diventando il primo nuotatore vincitore dell’oro olimpico nella stessa disciplina e per ben 3 edizioni consecutive. Prima del “Cannibale”, mai nessuno era riuscito a vincere sei gare: è ciò che accade ai Trials USA, quando il suo stesso agente aveva stabilito con la Speedo che lo avrebbero pagato 1 milione di dollari se avesse ottenuto lo stesso risultato di Mark Spitz nel 1972, cioè ben 7 medaglie. Phelps, inoltre, riesce a battere il suo stesso record sui 200 m stile libero.

Le sue vittorie sembrano non finire mai: il primo nel nuoto a vincere 3 stili diversi in un campionato nazionale (200 m stile libero, 200 m dorso e 100 m farfalla), campione nella finale dei campionati del mondo di Barcellona del 2003, batte il record del mondo ai campionati nazionali estivi di Indianapolis. Con 8 ori alla XXIX Olimpiade a Pechino, diventa padrone del più alto numero di ori vinti da un atleta in una singola edizione di Giochi olimpici.

Alcuni problemi fisici non sono mancati durante la carriera di Phelps, come quelli alla schiena, la frattura a un osso della mano e il polso destro rotto, così come una sospensione per guida in stato d’ebbrezza. Il suo primo ritiro è stato annunciato durante un convegno sullo sport e lo sviluppo sociale tenutosi a Riyad: sarebbe avvenuto dopo le Olimpiadi di Londra del 2012. Nel 2014 rientra in gioco con il Grand Prix di Mesa sui 100 m farfalla.

Nel 2016 partecipa ai Giochi olimpici a Rio de Janeiro vincendo nella staffetta 4×100 stile libero e nei 200 m farfalla e conquistando, così, la medaglia d’oro che lo porterà ad essere il più longevo nuotatore campione olimpico a 31 anni compiuti. Cinque saranno le medaglie d’oro ottenute e una d’argento. Il secondo ritiro avviene il 13 agosto 2016. In seguito, crea la Michael Phelps Foundation con il fine di sostenere una vita attiva e sana, ed espandere le opportunità di partecipazione al nuoto.

Il “Kid”, in un’intervista alla NBC durante le Olimpiadi a Pechino, ha affermato che “mangiare, dormire e nuotare: è tutto quello che so fare“. E sulla terza attività è decisamente imbattibile.

Giorgia Cecca

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