Il Cinema Impero come centro polifunzionale

Storia, progetti passati e ambizioni future per eliminare il prefisso ‘ex’ alla storica struttura di Roma

di Caterina Mirijello

© Caterina Mirijello

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L’avvio lavorativo del nuovo anno ci riporta sulle strade di Roma, per affrontare questa volta un nuovo caso di abbandono e di oblio, quello dell’ex Cinema Impero.

Le realtà del Cinema Maestoso e del Cinema America, analizzate nelle scorse settimane, hanno destato al contempo paura e speranza, la paura di un fallimento e la speranza di veder rivivere un polo culturale storico della capitale. Il Cinema Impero possiede caratteristiche comuni alle situazioni precedenti: il degrado che lo ha caratterizzato negli ultimi quattro decenni potrebbe essere convertito in attività culturale e avanguardista della capitale.

Spesso capita di attraversare via di Acqua Bullicante, strada di media grandezza che fa da congiunzione tra Prenestina e Casilina, senza neanche accorgersi della presenza dell’edificio dell’ex Cinema Impero. La causa di tale indifferenza non è solo dovuta allo sguardo poco acuto del passante ma prima di tutto la si riconduce all’assenza di attività della struttura e ancor di più al suo stato di estremo degrado e abbandono che lo ha caratterizzato per molto tempo.

Se la sua apparenza non attrae di certo lo sguardo dei meno curiosi, la sua storia lascia però affascinati anche chi per sbaglio ha alzato la testa e ha posato lo sguardo sulla sua insegna per nulla discreta.

Il Palazzo è la testimonianza storica di uno dei periodi più conosciuti e controversi dell’Italia. Costruito dopo la metà degli anni ’30 dall’architetto Mario Messina, lo stabile è la chiara testimonianza di un’epoca, quella fascista, in cui lo stile Art Decò, matrice del Razionalismo Italiano, lascia chiaramente la sua impronta su molteplici costruzioni del periodo che precede la Seconda Guerra Mondiale.

© Caterina Mirijello

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Questa è la fase di massima espansione italiana, che vede la proclamazione del re Vittorio Emanuele III di Savoia a Imperatore. La contiguità storico-politica delle colonie italiane degli anni ’30 con il Belpaese permise la diffusione di uno stile architettonico nelle terre oltre il Mediterraneo. La testimonianza diretta ci perviene dalla città di Asmara, in cui si cercò di plasmare gli spazi eritrei seguendo lo stile diffusosi in Capitale, dando vita a ciò che comunemente prende il nome di ‘Piccola Roma‘.

Questo è il punto di intersezione tra via di Acqua Bullicante n° 121 – Roma e la capitale dell’Eritrea: il Cinema Impero.
La struttura, che ne rappresenta un format, fu eretta non solo nella prima periferia di Roma, Torpignattara, ma anche ad Asmara, ricreando dei legami artistici che si svincolano dalle vicissitudini e delusioni create dal corso della storia.

Nella struttura romana si svolsero le attività cinematografiche fino agli anni ’70, periodo in cui abbassò le saracinesche. Da quel momento, il Cinema Impero divenne il ritrovo di vagabondi e senza tetto che contribuirono al progredire del degrado già portato avanti dal tempo.

Il proprietario dello stabile, Alessandro Longobardi, intraprese un progetto di riabilitazione e ristrutturazione del locale agli inizi del 2000, con destinazione di una parte dello spazio ad alloggi universitari per la ‘Sapienza – Università di Roma’. Tentativo di ripristino andato in fumo a causa di una possente e duratura occupazione che interessò lo stabile fino al 2010.

Lungo tutti questi anni non sono mancati appelli da parte della popolazione del quartiere, che ha reclamato costantemente la riapertura del Cinema in quanto centro culturale unico della zona. Voci e desideri rimasti inascoltati da chi in dovere.

Nell’ultimo anno, però, un gruppo di cittadini ha espresso il desiderio di voler riappropriarsi delle funzionalità dello stabile. Claudio Gnessi, rappresentante del Comitato di Quartiere di Torpignattara ci ha illustrato il progetto inserito in un programma più ampio che prevede la riqualificazione dei numerosi luoghi di importanza storico-artistica del VI Municipio della Capitale.

La maggior parte dei cittadini (su Facebook pagina “Riapriamo il Cinema Impero“) ha risposto con prontezza alla raccolta di firme da loro stessi promossa (4.000 adesioni), esprimendo la possibilità di poter riabilitare la destinazione d’uso originaria, quella cinematografica, e di creare un centro artistico polifunzionale.

Il programma, così rielaborato, dal Cdq di Torpignattara prevede la creazione di una struttura polifunzionale, i cui spazi sono da indirizzare ad attività ludiche di vario genere. L’obiettivo è la diffusione della cultura lato sensu, in tutte le sue manifestazioni e linguaggi, stabilendo un rapporto diretto con i cittadini grazie a convenzioni e agevolazioni per gli abitanti del quartiere.

Inoltre l’ex Cinema Impero potrebbe porsi come ponte culturale verso tutte quelle minoranze etniche che popolano e arricchiscono la realtà di Torpignattara, veicolando messaggi di integrazione per la realizzazione di un vero e proprio scambio artistico- culturale.

Da cinema in libreria, in biblioteca, in Spazio per associazioni culturali, per proiezioni cinematografiche, la sua struttura è l’emblema dei fasti di un’epoca, il suo nome rammenta il brulicare narrato da Pasolini ed ora si spera la sua futura apertura possa essere il simbolo di una riqualificazione culturale ad ampio raggio.

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