I Top & Flop delle semifinali di Champions League ed Europa League (27 – 29 aprile)

Il resoconto della nostra redazione sportiva sui migliori/peggiori team e giocatori delle semifinali di andata di Champions League ed Europa League.

Si sono concluse le gare di andata delle semifinali di Champions League ed Europa League. Le migliori otto squadre delle competizioni europee si sono sfidate con grande intensità in partite ricche di giocate spettacolari. In Champions League viene fuori un pareggio per 11 tra il Real Madrid e il Chelsea allo stadio Alfredo Di Stefano di Valdebebas che ha messo in evidenza la grande condizione fisica e la brillantezza dei Blues allenati da Thomas Tuchel e il momento strepitoso dell’attaccante principe del Real Madrid, Karim Benzema. Nell’altra semifinale il Manchester City di Pep Guardiola vince 2-1 in rimonta (goal di Marquinhos, De Bruyne e Mahrez) il primo round della battaglia contro il Paris Saint Germain al Parco dei Principi riuscendo ad ingabbiare i fenomeni offensivi dei parigini e giocando un secondo tempo di altissimo livello.

In Europa League crolla la Roma di Paulo Fonseca all’Old Trafford contro il Manchester United, che vince per 62 ed è a un passo dalla finale. I giallorossi chiudono in vantaggio un ottimo primo tempo nonostante tre sostituzioni obbligate dagli infortuni, poi nella ripresa subiscono la furia dei Red Devils e prendono l’imbarcata. Nell’altra semifinale il sorprendente Villarreal di Unai Emery batte in casa per 2-1 l’Arsenal ma spreca tante occasioni per chiudere la partita e subisce un goal su rigore in superiorità numerica che potrebbe essere fondamentale per gli inglesi in vista della partita di ritorno.

TOP TEAM – MANCHESTER CITY

Nell’intervista post-partita Pep Guardiola cita inconsciamente Francesco De Gregori e la sua celebre “La storia” per rappresentare la prestazione del suo Manchester City nella semifinale di andata di Champions League contro il Paris Saint Germain facendo riferimento all’approccio totalmente differente della sua squadra nel secondo tempo del match dopo una prima frazione sottotono. Ed è proprio così, la nostra interpretazione è che quando i Citizens esprimono il loro vero gioco per gli avversari non c’è più “storia”. Al Parco dei Principi il primo round è degli inglesi grazie ad una ripresa da favola fatta di aggressività e possesso palla culminata nei goal di Kevin De Bruyne e Ryad Mahrez che ribaltano il risultato in loro favore per il 2 a 1 finale. Entrambi i goal arrivano in maniera fortunosa, il primo su un cross velenoso non deviato da nessun compagno e con la complicità di Keylor Navas che non va in uscita sulla palla, il secondo su un tiro da calcio di punizione che passa in mezzo alla barriera. Si tratta di una vittoria di “atteggiamento” che ha reso difficile la vita agli avversari, che hanno perso pian piano tutte le loro convinzioni e adesso dovranno ritrovarle tra una settimana a Manchester dove sarà una vera battaglia per la finale. La fortuna aiuta gli audaci.

FLOP TEAM – ROMA

Un primo tempo da 8 in pagella, una ripresa da 2:  un risultato da incubo per la Roma di Paulo Fonseca all’Old Trafford contro il Manchester United. Se la partita fosse finita al 45′ minuto staremmo parlando di una grande impresa dei giallorossi e avremmo fatto fatica a scegliere un migliore in campo. Invece il match è andato avanti ed è stata una vera e propria disfatta. Da un risultato di vantaggio per 21 ottenuto in rimonta la Roma subisce ben 5 reti in 38 minuti per il punteggio finale di 62 per i Red Devils di Ole Gunner Solskjaer. Un black-out inspiegabile per una squadra che ci ha dimostrato spesso e volentieri in questa competizione di saper soffrire e di riuscire a gestire i risultati ottenuti con coraggio. Aldilà delle attenuanti della sfortuna sui 3 cambi obbligati effettuati nel primo tempo a causa degli infortuni di giocatori chiave come Jordan Veretout, Pau Lopez e Leonardo Spinazzola e degli episodi sfavorevoli come il rigore dubbio del momentaneo 4-2 per lo United, la Roma non è letteralmente scesa in campo nel secondo tempo come se stesse giocando in inferiorità numerica contro degli avversari abilissimi a sfruttare gli ampi spazi lasciati dai giallorossi, colpevoli anche di una tattica troppo spregiudicata. Giovedì prossimo all’Olimpico servirà un miracolo per andare in finale, ma nel calcio mai dire mai, anche nelle missioni apparentemente impossibili.

TOP PLAYER – KARIM BENZEMA

Chelsea 1 – Karim Benzema 1. In una serata sotto ritmo del Real Madrid il centravanti franco-algerino è il protagonista assoluto della sfida contro i Blues di Thomas Tuchel. Allo stadio Alfredo Di Stefano il Chelsea sembra dominare sul piano fisico per larghi tratti le merengues di Zinedine Zidane passando infatti in vantaggio con Christian Pulisic e avendo diverse palle goal, ma alla fine deve fare i conti con un Karim “The Dream” Benzema scatenato. Con due grandi giocate infatti colpisce prima un palo dalla distanza e poi realizza la rete del pareggio con un controllo di testa in mezzo a due uomini e un tiro al volo in girata sotto la traversa da vero rapace dell’area di rigore. Dall’addio di Cristiano Ronaldo con il suo trasferimento alla Juventus, Benzema ha preso sulle spalle i Blancos mettendo sempre di più in evidenza tutte le proprie caratteristiche, lavorando per la squadra ma soprattutto segnando valanghe di goal, la maggior parte decisivi. Per questo motivo ci sentiamo di dire che in caso di vittoria della coppa da parte del Real meriterebbe senza dubbio il Pallone d’oro. Il “sogno” potrebbe diventare una grande realtà.

FLOP PLAYER – KYLIAN MBAPPÉ

Il vero grande assente delle semifinali di Champions League è stato Kylian Mbappè. Forse ci siamo abituati fin troppo bene alle super prestazioni del giovane fuoriclasse francese, grande protagonista del percorso europeo del Paris Saint Germain. Nel match contro il Manchester City è sembrato troppo ingabbiato nella morsa dei difensori della squadra inglese e in particolare dalla marcatura di Ruben Dias, che non gli ha permesso di trovare spazi per esplodere le proprie armi migliori come la velocità e la tecnica che lo hanno contraddistinto nelle partite precedenti. Una sola grande sterzata e un assist non concretizzato da Marco Verratti sono un bottino troppo misero per rendere omaggio alla sua prestazione in un match così importante. Non ci convince nemmeno la sua collocazione tattica da falso centravanti che lo rende più prevedibile e meno nel vivo del gioco. Nella partita di ritorno per il PSG sarà fondamentale un cambio di rotta e trovare il modo giusto di innescare le qualità del suo prodigio. Rimandato.

Daniele Di Stefano

Immagine in copertina via twitter.com/ChampionsLeague

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