Da ora cammineremo soli. Su Federico Frusciante.

Tempo di lettura 3 minuti
È morto a Livorno Federico Frusciante. Tra le voci più originali del panorama italiano. Quale eredità ha lasciato a chi lo seguiva?

La prima volta che vidi Federico Frusciante stava parlando di Infinity War con Mattia Ferrari, in arte Victorlaszlo88. Avevo 17 anni e non ne sapevo niente di cinema, avevo solo visto dei film.

Fu quella la prima volta che qualcuno mi mostrò che si poteva riflettere sui film invece di limitarsi a guardarli. Fu anche la prima volta che vidi qualcuno accendersi con tale passione parlando di un “blockbuster” che, sette anni dopo, sembra già quasi dimenticato. E fu anche, per quanto possibile, il mio primo incontro con una critica dell’ideologia. Il personaggio era iconico e talmente coinvolgente che benché il video fosse stato caricato da Mattia cominciai a recuperare i video di Federico Frusciante.

Mi vidi le monografie, recuperai gli altri dibattiti, cominciai grazie a lui a conoscere i registi della storia del cinema. Grazie a Federico Frusciante portai il cinema fuori dalla mia cameretta e cominciai a viverlo nella mia vita di tutti i giorni. Fu Frusciante a farmi trovare la forza di rendere il cinema da semplice hobby una passione. Per Frusciante cominciai ad andare al cinema da solo quando i miei amici non volevano accompagnarmi per la terza volta in una settimana. Recuperai Romero, Petri, Kitano. E soprattutto cominciai a portare il cinema nella realtà.

C’era il cinema buono, il cinema giusto, e il cinema cattivo: Del Toro era una scelta politica prima ancora che estetica. Con Frusciante non si trattava mai solo di un film bello o di un film brutto, ma di una vita che si sceglieva di condurre, di una posizione che avevamo deciso di prendere. L’estetica, il cinema, diventava parte della lotta che conducevamo ogni giorno: ogni film prodotto di Carpenter era una vittoria, ogni The Irishman esclusiva Netflix una sconfitta.

Molto più amatoriale di Synergo, meno organizzato di Victor, non era sofisticato come Alò ed era sicuramente imparagonabile agli altri “veri” critici. Era volgare, parlava sopra a tutti, mancava di una vera formazione accademica. Ma a differenza di tutti gli altri, era innamorato del cinema. Non che gli altri non ne fossero appassionati, o non lo amassero. Ma per gli altri il cinema era una vecchia compagna con cui se ne erano passate tante, che aveva i suoi difetti, i suoi momenti bassi, i suoi errori, ma che quando ci si metteva gli dava qualcosa di cui non volevano fare a meno.

Quello di Frusciante era ancora l’amore dei primi giorni. Tutti gli altri ci facevano vedere il cinema per quello che era, Frusciante ogni volta ci apriva la porta su quello che il cinema poteva essere e anche stavolta non era stato. Gli altri potevano essere autorità per noi, Federico Frusciante più umilmente fu una guida. Dagli altri rubavamo opinioni e analisi, di Federico seguivamo la via. Gli altri ci permettevano di analizzare i film, di interpretarli, di metterli nei libri o nelle cattedre. Frusciante li rimetteva nelle strade, nella nostra realtà. Lo criticavamo, gli andavamo contro, era troppo schierato, pieno di pregiudizi, a volte pensavamo anche fosse semplicemente ignorante, però rimaneva lì davanti a noi, a mostrarci la strada. Con gli altri potevamo avere l’illusione di capire il cinema; con lui potevamo avere il regalo di viverlo. 

Ne L’ultima innocenza di Emiliano Morreale c’è il dubbio che una vita spesa dietro al cinema sia una vita buttata. Con l’immenso romanzo della produzione multimediale di Frusciante sappiamo che non è così. E ora, senza di lui, dovremo continuare a battere questa strada da soli. Ma se mai saremo in grado di farlo sarà solo perché ci ricordava ogni giorno che questa strada era ancora possibile.

Articolo a cura di Davide Paolacci

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, scrivi a ghigliottina.it@gmail.com. Cookie Law

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, scrivi a ghigliottina.it@gmail.com.

Chiudi