“Blocca tutto”: in Francia scontri tra manifestanti e polizia
Proteste popolari contro l’operato di Emmanuel Macron e un battesimo di fuoco per il nuovo primo ministro Sébastien Lecornu. Il movimento ‘Blocca tutto’ ha creato scompiglio in molte zone del Paese, Parigi in primis.
Mercoledì 10 settembre, a Parigi e in altre zone della Francia, i manifestanti hanno bloccato le strade e appiccato incendi, per fare pressione sul presidente Emmanuel Macron con un battesimo di fuoco al suo nuovo primo ministro Sébastien Lecornu, insediatosi martedì. Sono stati però accolti da raffiche di gas lacrimogeni da parte della polizia.
Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che sono state 197.000 le persone ad aver preso parte alle proteste in tutto il paese, 250.000 secondo il sindacato intransigente CGT. La polizia ha contato 540 arresti prima delle 17:00 (di ieri, 11 settembre 2025, ndt), di cui 211 a Parigi.
Il “blocca tutto” bloccato dalla polizia
Sebbene non sia riuscito a raggiungere l’obiettivo dichiarato di “Bloccare tutto”, il movimento di protesta iniziato online durante l’estate ha causato disordini in alcune “zone calde”, sfidando un dispiegamento eccezionale di 80.000 poliziotti che hanno smantellato le barricate e arrestato rapidamente alcune persone.
Mercoledì sera, il Ministro dell’Interno uscente Bruno Retailleau ha riferito di “circa 50 azioni per rimuovere i blocchi stradali” in tutto il Paese. Queste “riguardavano tangenziali, strade e depositi“, ha affermato Retailleau, che ha “condannato queste azioni” e accolto con favore “la sconfitta di coloro che volevano bloccare il Paese“. Ha affermato che gli estremisti di sinistra hanno manipolato la protesta, anche se questa sembrerebbe avere un ampio ventaglio di sostenitori.
“Non sono riusciti a bloccare la Francia“, ha detto Retailleau. Il ministro uscente ha anche sottolineato la significativa presenza di studenti delle scuole superiori e ha affermato che rimarrà vigile sul futuro del movimento.
Hot spot delle proteste “blocca tutto”
Le proteste “Blocca tutto”, pur mobilitando decine di migliaia di persone, sono apparse meno intense rispetto ai precedenti disordini che hanno scosso sporadicamente i governi di Macron, sia durante il suo primo mandato presidenziale sia durante il secondo, attualmente in corso. Tra questi, non bisogna dimenticare i lunghi mesi di manifestazioni dei Gilet Gialli in tutto il paese contro la situazione economica del 2018-2019. Dopo la sua rielezione nel 2022, Macron ha dovuto affrontare una tempesta di rabbia per le impopolari riforme pensionistiche. Disordini e rivolte sono poi scoppiate in tutta la nazione anche nel 2023, dopo la sparatoria mortale della polizia contro un adolescente alla periferia di Parigi.
La maggior parte dei treni ad alta velocità ha rispettato gli orari previsti e i disagi alla metropolitana di Parigi sono stati minimi, hanno riferito gli operatori. Solo la stazione di Châtelet-Les Halles, nel centro di Parigi, è stata chiusa per sicurezza. Tuttavia, molte scuole sono state bloccate e i manifestanti hanno occupato strade e stazioni ferroviarie in tutto il Paese.
Retailleau ha affermato che un autobus è stato dato alle fiamme nella città di Rennes, nella parte occidentale della Francia, e che i danni alla rete elettrica hanno bloccato i treni su una linea nel sud-ovest. Ha dichiarato che i manifestanti stavano cercando di creare “un clima di insurrezione”.
Barricate e lanci di oggetti: “blocca tutto” in azione
Mercoledì, gruppi di manifestanti hanno ripetutamente tentato di bloccare la tangenziale di Parigi durante l’ora di punta del mattino. Hanno eretto barricate e lanciato oggetti contro gli agenti di polizia, bloccato e rallentato il traffico e compiuto altre azioni di protesta. Ciò ha contribuito ad alimentare il senso di crisi che ha nuovamente attanagliato la Francia dopo che lunedì l’ultimo governo è caduto, quando il parlamento ha sfiduciato il primo ministro François Bayrou.
Blocchi stradali, rallentamenti del traffico e altre proteste hanno visto larga diffusione: dalla città portuale di Marsiglia, nel sud, a Lille e Caen, nel nord, a Nantes e Rennes nell’ovest, fino a Grenoble e Lione nel sud-est.
“Blocca tutto”: un movimento spontaneo
Il movimento, virale e senza una leadership chiaramente identificata, ha una vasta gamma di rivendicazioni – molte delle quali rivolte ai contestati piani di riduzione del budget promossi da Bayrou prima della sua estromissione – oltre alla più ampia denuncia di disuguaglianze sociali. La spontaneità di “Blocca tutto” ricordava quella dei Gilet Gialli. A dare inizio a quel movimento erano stati lavoratori accampati sulle rotatorie per protestare contro l’aumento delle tasse sul carburante, con indosso gilet ad alta visibilità. Si era poi rapidamente diffuso tra le persone di altre categorie e classi sociali, arrabbiate per l’ingiustizia economica e la leadership di Macron.
Lecornu, il nuovo primo ministro, ha promesso mercoledì una “profonda rottura” con il passato. Intanto, dovrà affrontare la difficile sfida di costruire un governo con un sostegno parlamentare sufficiente a evitare un prematuro fallimento. Nel tentativo di costruire un governo stabile, il nuovo primo ministro ha promesso di trovare modi “più creativi” per collaborare con i partiti di opposizione. “Ci riusciremo“, ha dichiarato durante la cerimonia di passaggio di consegne. Lecornu ha aggiunto che si rivolgerà alla nazione “nei prossimi giorni” per spiegare il suo approccio, che sarà diverso dal passato.
Traduzione dall’inglese di Iris Andreoni da Le Monde
