Il revisionismo in Spagna vuole cancellare il genocidio del dittatore Francisco Franco

Gli eserciti di Franco, Hitler e Mussolini iniziarono da qui il tentativo di trascinare il mondo verso l’inferno. C’è chi vuole ripulirne l’immagine per spianare nuovi sentieri verso il fascismo.

Non c’è stato, nel corso di molti anni di ritrovata democrazia, un dibattito all’interno della società spagnola sulle conseguenze delle violazioni dei diritti umani della dittatura. Le élite del franchismo, che hanno continuato ad essere tali in democrazia, hanno ottenuto l’impunità attraverso una Ley de Amnistía e hanno dato vita a un modello di democrazia nel quale le istituzioni dello Stato sono divenute fucine di ignoranza per occultare il passato.

Nei 25 anni successivi alla morte del dittatore, il Parlamento spagnolo non ha mai discusso dei crimini del franchismo. I testi scolastici nascondevano la storia della dura repressione della dittatura. Tutto questo silenzio negazionista ha fatto sopravvivere nell’immaginario collettivo la narrazione franchista che giustificava la necessità che un generale fascista facesse un colpo di Stato e con violenza prendesse il potere con l’aiuto degli eserciti di Hitler e Mussolini.

Nella transizione, dopo la dittatura, hanno chiamato riconciliazione il fatto di insabbiare il passato, di permettere che i fascisti normalizzassero la loro presenza nella vita politica democratica e di lasciare le vittime senza giustizia né risarcimento.

Il passato sembrava chiuso e risolto, senza debiti pendenti. Nell’anno 2000 però, in un fosso di un paese chiamato Priaranza del Bierzo, un gruppo di archeologi e di medici legali ha iniziato a riesumare i corpi di 13 civili repubblicani assassinati dai tiratori fascisti il 16 ottobre del 1936. Da lì è nata la Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica ed è nato un movimento sociale che ha iniziato a denunciare i crimini della dittatura. Una piccola crepa in una gigantesca muraglia di impunità. 

Un movimento sociale si è attivato così per cercare le persone scomparse a causa della repressione franchista. Le immagini delle fosse comuni hanno cominciato a circolare sui mezzi di comunicazione. Persone che non conoscevano quelle vicende si sono indignate venendone a conoscenza e altre che le avevano vissute, ma per paura avevano taciuto, hanno iniziato a raccontarle.

Davanti alle prove fisiche, scientifiche, della repressione, i settori della destra spagnola legati al franchismo avevano bisogno di fornire una risposta dal momento che la narrazione monolitica imposta durante la transizione stava mostrando le crepe.

E non potendo attaccare i figli e i nipoti di quei repubblicani assassinati, sepolti lontano dai cimiteri e con fori di proiettili nelle ossa, hanno deciso di ricostruire la narrazione franchista a livello editoriale, mediatico e culturale.

Due autori, César Vidal e Pío Moa, sono diventati i principali difensori e diffusori della spiegazione franchista: la colpa della guerra è stata della rivoluzione dei minatori del 1934 o di quella segreta intenzione del governo della Repubblica di vendere la Spagna a Stalin per convertirla in una repubblica sovietica.

Quel che è sicuro è che nella Gazzetta Ufficiale di Stato il dittatore Francisco Franco ha lasciato la sua firma sulla spiegazione di quanto accaduto. Si tratta della legge del 23 Settembre 1939 che depenalizzava le azioni avvenute dal 14 aprile 1931, giorno della proclamazione della Seconda Repubblica, fino al 18 luglio 1936, giorno del suo colpo di Stato. Le azioni che Franco non considerava reati erano: qualsiasi reato contro la Costituzione, contro l’ordine pubblico, infrazioni delle Leggi sul possesso di armi e esplosivi, omicidi, lesioni, danni, minacce e coercizioni ad opera di persone per le quali risulti in modo inequivocabile la condivisione dell’ideologia del Movimento Nazionale. Ovvero, veniva dichiarato legale qualunque omicidio, attentato terroristico o delitto violento commesso per motivi politici contro la repubblica dal primo giorno della sua esistenza. L’obiettivo di Franco non era mettere ordine, era mantenere una struttura sociale quasi medievale, con un altissimo livello di analfabetismo e un modello di sfruttamento disumano dei lavoratori e con molti benefici per i grandi proprietari del paese, inclusa la chiesa cattolica.

Il fenomeno del revisionismo ha avuto enorme sostegno dai media, tra cui la televisione pubblica durante il Governo di José María Aznar.

Il movimento di recupero della memoria, però, ha continuato a esumare fosse, ha mostrato migliaia di persone assassinate, coinvolto le Nazioni Unite e trasformato milioni di spagnoli in testimoni di quei crimini.

Alla fine della guerra, Franco ha recuperato i cadaveri dei “suoi” morti, ha risarcito le loro famiglie con borse di studio, pensioni sociali, posti a vita come funzionari, riconoscimento sociale e tutto l’appoggio economico. Alle famiglie che non avevano appoggiato il suo colpo di stato, però, non è stato permesso di cercare i propri morti, hanno tolto loro quanto possedevano puntandogli contro una pistola e hanno creato un apartheid spagnolo dove i sostenitori del fascismo avevano diritti e benefici sociali e le famiglie antifasciste potevano lavorare sotto padrone, tirare avanti a fatica o emigrare, come fecero circa due milioni di persone di famiglie repubblicane che emigrarono negli anni ’50 e ’60.

Franco ha fatto scomparire almeno 114.226 civili; ha creato 300 campi di concentramento, uno dei quali specificatamente per omosessuali; trattava con elettroshock le lesbiche per curarle dalle loro “aberrazioni”; ha sottratto neonati alle prigioniere repubblicane in base alle teorie di uno psichiatra, Antonio Vallejo Nájera, che aveva studiato la trasmissione di un presunto gene marxista; quando ha comprato i primi vaccini contro la polio, inoltre, sono stati destinati unicamente ai figli dei vincitori.

La pubblicazione in Francia di opere che giustificano la dittatura franchista e la necessità del suo colpo di Stato, che vogliono umanizzare il fascismo, è da intendersi come un fenomeno europeo.

Le destre estreme cercano una narrazione del passato che non spaventi e che spieghi che i vecchi fascismi sono stati utili per salvare l’Europa. L’ombra rinnovata del fascismo viaggia attraverso pagine di libri, in programmi elettorali e si estende per città, mezzi di comunicazione e parlamenti.

Il revisionismo spagnolo giustifica la dittatura di Franco assicurando che le autorità della repubblica erano illegali. Quello che ha fatto realmente il Governo della Repubblica, però, è stato costruire migliaia di scuole per contrastare l’analfabetismo, separare la chiesa dallo Stato, celebrare elezioni democratiche con suffragio universale di uomini e donne, avere governi di sinistra e di destra, normare il divorzio, avere la prima ministra dell’Europa Occidentale o portare la cultura fino all’ultimo paese della geografia spagnola per migliorare il paese.

In Spagna ha avuto luogo la prima grande vittoria militare del fascismo europeo. Gli eserciti di Franco, Hitler e Mussolini hanno iniziato da qui il tentativo di trascinare il mondo verso l’inferno. C’è chi vuole ripulirne l’immagine per spianare nuovi sentieri verso il fascismo. Nel frattempo, in Spagna ci sono 114.226 civili scomparsi a causa della violenza franchista e nessun responsabile è stato mai giudicato per nessuno di questi crimini.

Le persone che hanno costruito la Seconda Repubblica stavano modernizzando il paese. La transizione alla democrazia la Spagna l’aveva condotta negli anni 30 del secolo scorso. Quello che è stato fatto dopo la morte del dittatore è stato recuperarla.

Le persone che hanno combattuto contro Franco volevano difendere quella democrazia.

I repubblicani spagnoli che sono andati via dalla Spagna fuggendo da Franco hanno continuato la loro battaglia per la democrazia sul suolo francese, formando parte della resistenza e delle forze che liberarono Parigi dal nazismo. I loro corpi sono sepolti dalla Norvegia fino al sud della Francia.

Chi vuole ripulire l’immagine di Franco ha bisogno di delegittimare la Repubblica. Sono anni, però, che vediamo i suoi crimini in migliaia di ossa, di vite rotte e di civili assassinati nelle fosse. La narrativa che vuole edulcorare il fascismo pensa di spianare una strada ma le uniche strade che rispettano la diversità e difendono i diritti passano per il territorio della democrazia.

Traduzione di Valentina Cicinelli via elsaltodiario.com

Immagine di copertina via lavozdelsur.es

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