Lewis Hamilton, leggenda della Formula 1

Vince una delle gare più imprevedibili degli ultimi anni ed eguaglia i 7 titoli mondiali di Michael Schumacher. Signore e signori, Lewis Hamilton

Aveva ragione l’uomo che è stato il padre-padrone della Formula 1 per molti anni, Bernie Ecclestone, che diceva che per dare spettacolarità alla massima serie automobilistica bastava bagnare la pista pochi istanti prima del via.

LA GARA – Il weekend del GP di Turchia è stato uno dei più imprevedibili degli ultimi anni. È stata una roulette russa. Ogni bandiera gialla causava tensione, ogni errore di un pilota creava sconforto, perché accadeva nella maggior parte dei casi a ragazzi che stavano svolgendo una gara magistrale. Le statistiche consegneranno agli archivi 58 giri, per gli appassionati di Formula 1 sono stati almeno il doppio per il pathos, per l’agonia che hanno vissuto in quel lasso di tempo.

A trionfare è stato Lewis Hamilton, che ha conquistato con merito il suo settimo sigillo iridato. Ora, insieme con Michael Schumacher, l’inglese della Mercedes è il pilota con più allori iridati nella storia di questo sport. Le sue lacrime spontanee alla fine della gara, la sua sana gioia l’hanno umanizzato. Un pilota, Hamilton, capace di volare da una parte all’altra del globo per prendere parte a serate mondane, che si fa leader di un movimento in difesa delle persone meno fortunate di lui, che troppo spesso con il casco in testa e la visiera abbassata abbiamo visto cannibalizzare gli avversari, è tornato umano per mostrare che, dietro a quei mondiali c’è lo sforzo ed il sacrificio di un atleta che non molla mai.

Hamilton chiude idealmente un cerchio con questo titolo mondiale. Perché, giovanissimo su questa pista, dopo una rimonta strabiliante che lo portò dall’ultima alla seconda posizione conquistando il titolo di GP2 ed ora sempre sul bellissimo circuito di Istanbul, iscrive il suo nome nella storia. Lo accompagnano sul podio il “Checo”, Sergio Perez, che inspiegabilmente rischia di non prendere parte al prossimo Mondiale di Formula 1 e Sebastian Vettel, che in una gara “old style” ha tirato fuori il suo sopito talento ed ha lottato come un leone chiudendo con merito al terzo posto.

 

I top team del GP di Turchia

MERCEDES – Analizziamo ora come si sono comportate i piloti di quattro scuderie che per lunghi tratti della gara sembravano sul punto di vincere questa corsa. La Mercedes è stata in modalità “Dottor Jekyll e Mister Hyde” con un Hamilton in palla e sempre a contatto con i primi ed un Bottas che faticava a stare in pista ed è stato addirittura doppiato dal proprio compagno di squadra.

RACING POINT – Stroll e Perez hanno monopolizzato le prime due posizioni per gran parte della corsa. Questa leadership l’hanno persa nel momento in cui è stato fatto fermare ai box un Lance Stroll che, una volta uscito ha perso fiducia in sé stesso scivolando lentamente nelle retrovie. Di contro Sergio Perez ha resistito come ha potuto a Hamilton prima di dargli strada e chiudere con uno splendido secondo posto.

RED BULL – Micidiali in qualifica, sofferenti in gara le Red Bull, che evidentemente hanno pagato la scelta di utilizzare un assetto che ben si sposasse con le esigenze del sabato, ma che in gara hanno portato ad un eccessivo consumo degli pneumatici. Ma, mentre Max Verstappen ha compensato questa caratteristica col suo talento, Alexander Albon ha fatto quel che ha potuto conducendo dignitosamente la vettura al traguardo. Sul thailandese, aleggia sempre più la teutonica ombra di Niko Hulkenberg.

FERRARI – Segnali di ripresa ne ha dati la Ferrari. il buon lavoro nello sviluppo della scuderia di Maranello stanno dando i loro frutti. Partiti magnificamente forti con Sebastian Vettel, capace di agguantare con una super partenza le prime posizioni con le gomme da bagnato che andavano alla grande con il tedesco e male col Charles Leclerc, che ha iniziato a macinare ritmo montando le intermedie al primo pit stop. Con questa mescola le rosse hanno iniziato a volare e sono giunte sul podio con Sebastian e poco al di sotto con Charles, che all’ultimo giro è stato per poche curve secondo. Il giovane pilota anche oggi avrà finito la gara imparando una lezione preziosa.

In conclusione, onore a Lewis Hamilton. Vincere non è mai facile in Formula 1, confermarsi lo è ancora meno, andare a caccia di record e superarli è privilegio di pochi. Il pilota inglese ha riscritto le statistiche di questo sport, e come Michael Schumacher amava ripetere, i record sono fatti per essere battuti. Hamilton oggi è il Gold Standard della Formula 1 e fino a quando indosserà tuta e casco innalzerà l’asticella rendendo difficile il compito per chi vorrà provare a scalzare il suo nome dall’albo dei record.

Andrea Pulcini

Immagine di copertina via twitter.com/javierzanetti

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