Librerie indipendenti: le storie di Altroquando e Velasquez

La pandemia Covid-19 ha messo in crisi molte attività commerciali, comprese quelle culturali. Ne abbiamo parlato con le librerie Altroquando di Roma e Velasquez di Foggia, che aderiscono all’e-commerce Bookdealer

Solo pochi giorni fa sulle pagine del nostro giornale online vi abbiamo presentato Bookdealer (qui l’intervista al co-fondatore Leonardo Taiuti), primo e-commerce italiano dedicato esclusivamente alle tantissime librerie indipendenti, importanti realtà che da Nord a Sud hanno subito danni economici a causa della pandemia di Covid-19.

Oggi vi raccontiamo le storie di due librerie indipendenti, Altroquando di Roma e Velasquez di Foggia, che fanno parte della rete di Bookdealer e alle quali abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio in che modo stanno affrontando questo difficile periodo e perché hanno deciso di sostenere il progetto di Bookdealer.

Francesco Berlingieri – proprietario Libreria Velasquez, Foggia

Perché avete aderito a Bookdealer?

Credo nelle reti, nel fare quadrato, nello scambiarsi esperienze. Perché credo che questa professione sia anzitutto contaminazione, ascolto, apertura. Perché mi opporrò finché campo all’idea del mercato che cala dall’alto i suoi titoli e ci costringe ad obbedire o perire. Perché sono convinto che solo le comunità dal basso possano rappresentare quel che avviene davvero in libreria.

Come avete affrontato / come state affrontando la crisi causata dalla pandemia di Coronavirus?

Non dovrei dirlo, perché ho visto tanta gente soffrire (da noi, fortunatamente, quasi solo le limitazioni da quarantena e la perdita del lavoro), ma i giorni del lockdown sono stati incredibili. Il libraio – scevro dalle scemenze renziane sulle librerie come luogo che nutre l’anima – è diventato, in quei giorni, un tramite e un antidoto. Ho consegnato a domicilio come telecomandato da mamme, figli, fidanzate, zie, nipoti, i quali – impossibilitati a muoversi – mi usavano come veicolo dei loro: “ti penso”. Ho bussato a campanelli in luoghi impensabili. Ho visto le persone emozionarsi e chiedere: “E questo chi me lo manda?”. Ho parlato, giù al portone, con perfetti sconosciuti che da un pezzo non scambiavano parola con anima viva. Ho sentito, per intero, il ruolo sociale del libraio.

In questi mesi il vostro modo di lavorare è cambiato, pensando naturalmente ai vostri clienti ma anche a una realtà complessa come quella di Foggia?

Ho aperto nel dicembre del 2017. Da allora, ogni tanto fa capolino qualcuno che mi dice: “È da molto che sei qui? Ma che coraggio che hai! Aprire una libreria a Foggia? Per me sei un eroe”. Poi, senza aver dato neppure uno sguardo agli scaffali, chiosa: “Beh, buona fortuna”. E va via. Ecco: la piaga di questa città – come di tante altre città di provincia, come delle metropoli, come del paese in genere – è nel ceto auto-compiaciuto di quelli che credono d’essere depositari della cultura “alta” e, dall’alto di una non meglio specificata (e di sicuro mai dimostrata) superiorità rispetto al “volgo”, danno consigli o sfiduciate pacche sulle spalle. Senza sapere un bel nulla di ciò che gli sta intorno. I miei principali clienti sono ragazze e ragazzi, giovani e giovanissimi, con limitata possibilità di spendere, ma con una curiosità e un’attenzione che se ne donassero un terzo ai soloni liberal dell’intellighenzia di sicuro questi la smetterebbero di rileggere i libri che hanno comprato negli anni Settanta. O che gli regalano a scuola.


Alessandro Alessandroni, proprietario Libreria Altroquando, Roma

Perché avete aderito a Bookdealer?

A vantaggio di questa iniziativa c’è stato il fatto che Amazon ha rallentato la frequenza delle sue spedizioni e molti hanno pensato di creare situazioni alternative. Bookdealer è uno di questi ed è il più interessante, in quanto pone in risalto la personalità del libraio e della libreria. Tant’è vero che su questo portale hai diversi tipi di approccio: puoi partire dal libro ma anche dalla libreria. Curiosare tra i cunicoli della stessa, osservare i librai. Perdersi in questo mondo delle librerie di quartiere, dove il valore umano ha una sua importanza dovuta alla richiesta ed alla ricezione di consigli e della sintonia che si trova tra libraio ed futuro acquirente, tra queste figure nasce un interscambio di idee. Il cliente abituale poi sa che chi si trova davanti conosce i suoi gusti, sa cosa suggerirgli e nel farlo si imbatte magari in qualcosa che non si cercava. È la ricchezza che il libraio consegna al lettore ed è il plusvalore che la libreria ha rispetto ai canali di grande distribuzione come Amazon, che sono più impersonali. 

La libreria ed il libraio sono al centro di Bookdealer, è un progetto ispirato a quello dei bookshop americani che hanno creato una rete strutturata in maniera simile, dove la parte umana è valorizzata al massimo. D’altronde è l’unico reale competitor che si può offrire a chi ci offre in cambio una velocità di consegna ed un vasto assortimento. Bookdealer offre una varietà di proposte alternative grazie all’elevato interscambio tra utente e libraio. Io stesso la prima volta che mi sono collegato prima di andare a vedere la mia pagina, mi sono perso tra le librerie ed i consigli degli altri librai.

Come avete affrontato / come state affrontando la crisi causata dalla pandemia di Coronavirus?

Il lockdown ha dato modo alle imprese che non avevano un vero portale online per vendere i libri alle persone. Molti hanno pensato di creare siti che potessero diventare un’alternativa ad Amazon, per sostenere le varie comunità cittadine e per garantire anche durante questo periodo di crisi una continuità lavorativa, sia a piccole realtà che a quelle piccole librerie che difficilmente avrebbero i fondi necessari per poter avere uno sbocco sul mondo del web ed essere competitivi.

Bookdealer è stato lanciato ufficialmente il 27 agosto, quindi sono passati pochi giorni. Mi sai dare un feedback a riguardo?

Abbiamo ricevuto almeno una ventina di ordini e non ce lo aspettavamo, visto che non è successo lo stesso con le altre piattaforme. Soprattutto, abbiamo aderito tra i primi ma non siamo stati bravi a riempire subito il nostro spazio di contenuti. Nonostante ciò già venivamo scelti dai lettori e questo ci ha fatto piacere e ci ha spinti a consegnare il più velocemente possibile per dimostrarci all’altezza della candidatura.

Testo e interviste a cura di Andrea Pulcini e Graziano Rossi

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