Crisi climatica o bufala? Le opinioni di Trump e Biden sulla politica ambientale

La crisi climatica è uno degli argomenti su cui l’attuale presidente statunitense e il suo rivale democratico sono molto in disaccordo. Per uno è una bufala, per l’altro è una delle sfide che definiranno un’epoca

Questa avrebbe dovuto essere l’elezione del cambiamento climatico – o almeno così pensavano molti democratici.

Poi è arrivato il Coronavirus.

Nonostante la crisi climatica abbia lasciato il posto alla pandemia e all’economia in difficoltà, resta comunque una problematica importante per le elezioni presidenziali. La preoccupazione pubblica circa il riscaldamento globale stava già aumentando prima del virus. Secondo una ricerca di inizio anno del Pew Research Center, è ancora tra i primi pensieri di molti elettori.

Donald Trump e Joe Biden, candidato democratico alle presidenziali del prossimo novembre, mantengono posizioni radicalmente diverse sulla politica climatica e su altre problematiche ambientale, come ad esempio le infrastrutture per l’energia pulita e la tutela del territorio.

Essenzialmente, la visione del presidente degli Stati Uniti non è cambiata dal 2016. A volte Trump ha definito il cambiamento climatico una “bufala”, mentre altre riconosceva la sua esistenza. Ha dichiarato di essere un sostenitore dell’ambiente per cui il cambiamento climatico è “molto importante”. Nonostante ciò, ha attaccato le lampadine a risparmio energetico, ha dichiarato – senza alcuna prova – che le pale eoliche causano il cancro e ha promosso aggressivamente una serie di politiche che favoriranno un ulteriore inquinamento che porterà al riscaldamento del pianeta.

I piani di Biden per contrastare il cambiamento climatico sono diventati sempre più ambiziosi nel corso della sua campagna. L’ex vicepresidente di Barack Obama dal 2009 al 2017 ha infatti lavorato per conquistare il sostegno di attivisti del clima, giovani ed elettori che sostenevano il suo ex rivale, il senatore Bernie Sanders. Biden ha promesso di smantellare tutte le decisioni ambientali di Trump e di impostare una rigida scadenza entro il quale il Paese dovrà avere zero emissioni. Per l’ex vice-presidente, il riscaldamento globale è la sfida che definirà un’era. Combatterlo è una opportunità economica.

La politica del presidente Trump

Due sono le mentalità che hanno guidato la politica climatica di Trump sin dall’inizio della sua amministrazione. Il suo scetticismo nei confronti della scienza e il suo disprezzo per i regolamenti governativi.

Durante il suo primo mandato, Trump ha cercato di rimuovere quasi ogni norma emanata sotto l’ex presidente, Barack Obama, per ridurre gli effetti del cambiamento climatico. La sua amministrazione ha indebolito i limiti per le emissioni di gas serra da parte di macchine, camion e da parte dell’industria di petrolio e gas. Ha concesso più suolo pubblico per la trivellazione di gas e petrolio e ha limitato la protezione della fauna selvatica. Inoltre, ha rilassato i regolamenti relativi all’inquinamento per le centrali elettriche a carbone, nel tentativo di ravvivare questa industria morente.

Nella sua campagna elettorale, Trump aveva dichiarato di voler ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi per il clima. Il presidente è sulla strada per mantenere la promessa, il giorno dopo l’elezione del 3 novembre.

Un obiettivo particolare del tycoon sono state le protezioni ambientali della California. L’amministrazione Trump ha revocato l’autorità dello Stato, che voleva impostare standard di emissione delle auto più severi di quelli richiesti dal governo federale. Ciò ha complicato il percorso della California, che voleva ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria.

Molte di queste decisioni sono state contestate legalmente dagli Stati e dagli attivisti dell’ambiente ma, probabilmente, alcune di queste rimarranno irrisolte fino a dopo le elezioni.

Nonostante la condotta di Trump riguardo la crisi climatica gli sia costata la perdita di alcuni sostenitori, il presidente ha continuato a vantarsi dell’operato della sua amministrazione e ad attaccare i piani del suo rivale, definendoli una minaccia economica. “Il cuore dell’agenda economica di Biden è una cruciata di estrema sinistra contro l’energia americana” ha dichiarato Trump il mese scorso, durante un discorso a Rose Garden.

Le controproposte di Joe Biden

Biden ha reso la lotta al cambiamento climatico una delle parti fondamentali della sua campagna. L’ex vice presidente ha proposto di investire 2 trilioni di dollari in un enorme programma ambientale per costruire una serie di infrastrutture di energia rinnovabile.

La cifra, che verrebbe spesa in più di 4 anni, migliorerà l’efficienza energetica. Verranno costruite 500.000 stazioni di ricarica per le macchine elettriche e verrà aumentata la quota di energia rinnovabile eolica, solare e proveniente dalle altre tecnologie del settore energetico statunitense.

Secondo i suoi piani, gli Stati Uniti termineranno di utilizzare combustibili fossili per generare elettricità entro il 2035. Entro e non oltre il 2050, inoltre, porterà il Paese ad avere zero emissioni gas serra.

La proposta di Biden ha sorpreso gli attivisti dell’ambiente per la sua ambiziosità. È molto più aggressiva rispetto ai piani che aveva proposto durante le primarie. Inoltre, incorpora idee politiche, come ad esempio investire nelle comunità più svantaggiate, che piacciono ai liberali del partito e ai difensori del clima che sono scettici su di lui.

Allo stesso tempo, Biden ha cercato di tranquillizzare i democratici in Pennsylvania, assicurando loro che il fracking continuerà. Non permetterà però nuove attività del genere sul suolo pubblico.

Biden ha altresì promesso di rinnovare le protezioni ambientali smantellate dall’amministrazione Trump e di rientrare nell’accordo di Parigi, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi del patto, ossia prevenire che la temperatura media globale salga di più di 2°C.

La crisi climatica è una sfida che definirà il nostro futuro in quanto americani” ha spiegato in un discorso, annunciando il suo piano. “So che vincere questa sfida sarà una opportunità unica per ravvivare la nostra economia, rafforzare la nostra leadership globale e proteggere il nostro pianeta. Non faremo un lavoro superficiale”.

 

Traduzione di Chiara Romano da latimes.com

Immagine di copertina via cnn.com

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