«Portare cinema nuovo al nostro pubblico»: torna La Guarimba Film Festival

Dal 7 al 12 agosto la suggestiva cornice di Amantea in Calabria ospita l’ottava edizione de La Guarimba Film Festival, manifestazione internazionale di corti. La nostra intervista al direttore Giulio Vita

La Guarimba Film Festival è giunto alla sua ottava edizione, in un 2020 difficile per tutto il mondo, compreso quello delle arti. Quali obiettivi vi siete prefissati per quest’anno?

L’obiettivo principale è realizzare il festival in fisico. Proiettare per il nostro pubblico ad Amantea, al Parco, all’aperto e sotto le stelle. Insomma, riportare il cinema alla gente e la gente al cinema. Prima della pandemia l’obiettivo era darci una dimensione ancora più mondiale, attirare più sponsor per dare una crescita al progetto. Purtroppo le cose non sono andate così ma comunque alcuni risultati ce li portiamo a casa: infatti abbiamo avuto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, abbiamo coinvolto aziende come la Mediacare, e abbiamo avuto il supporto di molte ambasciate, da quella degli Stati Uniti, a quelle di Paesi Bassi, Irlanda, Germania, Canada, Australia, Norvegia, Svezia, e ancora, la Rappresentanza del Governo delle Fiandre in Italia, il Forum Austriaco di Cultura Roma e l’Istituto Culturale Coreano.

Ogni anno ad Amantea arrivano centinaia di partecipanti provenienti da ogni angolo del globo, e da quello che abbiamo potuto percepire, per ogni edizione organizzata il livello della qualità delle opere è cresciuto in modo esponenziale. Evidentemente La Guarimba stimola gli artisti a fare sempre meglio, anzi, a raccontare sempre meglio le “storie”.

Sì, c’è una partecipazione internazionale non indifferente. Siamo diventati il più grande festival del cortometraggio in Italia, in termini di numero di corti ricevuti e impatto mediatico. È una cosa che ci fa piacere ma non ci soddisfa perché rimanere troppo soddisfatti con sé stessi non permette la crescita. Per cui siamo sempre ansiosi per il passo successivo, per provare, e portare cinema nuovo al nostro pubblico.

Il nostro giornale è stato media partner de La Guarimba Film Festival nel 2015, per la sua terza edizione, e nella tua precedente intervista rilasciata a Ghigliottina ci raccontasti che l’idea di base era di “riportare il cinema alla gente e la gente al cinema”. In un momento particolare come questo in che modo avete organizzato la manifestazione, a cominciare dalle misure di sicurezza?

Abbiamo investito non poco nella sicurezza però non abbiamo perso l’occasione di lavorare con le esperienze eccellenti locali: le mascherine che userà la squadra ce le ha date Teresa Bruno, che durante i mesi peggiori ha organizzato con le signore amanteane la cucitura di più di 3.000 mascherine per poi distribuirle negli ospedali del cosentino. Abbiamo lavorato da vicino con la Protezione Civile e con i commissari del Comune di Amantea (sciolto per mafia ad inizio di quest’anno). Insomma, c’è di sicuro un lavoro in più per mettere su un evento del genere che, in condizioni normali, è abbastanza impegnativo.

Giulio, Amantea è una delle perle della Calabria e il vostro festival, ormai appuntamento fisso dell’estate nonostante il Covid-19, è stato citato anche dal New York Times. Questi attestati di stima possono essere un’ulteriore rampa di lancio per il rilancio di un territorio che da tanto, troppo tempo, soffre di gravi problematiche, pensiamo ad esempio ai legami tra criminalità organizzata e politica locale?

Non penso che un festival possa risolvere tutti i problemi del territorio ma credo che se ognuno di noi si concentrasse nelle soluzioni, come facciamo noi, di sicuro le cose potrebbero cambiare. La Guarimba ha portato Amantea nel mondo, legandola a qualcosa di positivo e di bello, a differenza dei nostri politici e di quei cittadini in malafede che ci hanno derubato e offeso. Questo è un territorio che ha bisogno di molto amore, di molta dedizione, di tante esperienze positive. Io credo che stiamo facendo la nostra parte.

Intervista a cura di Graziano Rossi

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