Musica in 3D: tre dischi per farvi sanguinare le orecchie

Questo mese parliamo del punk anni Settanta delle Smalltown Tigers con il loro Five Things, parliamo di Wasted Pido e del suo Rock’n’roll sporco e bastardo inciso in Ghost Revenge e finiamo con il post punk conturbante dei Do Nothing e il loro EP Zero Dollar Bill. Il tutto da ascoltare rigorosamente in quest’ordine

Mettetevi scomodi. 

Questo numero della rubrica Musica In 3 Dischi non è per orecchie delicate né per chi ha gusti musicali più dediti alla complessità e varietà compositiva, melodica e armonica (…per tutto questo hanno inventato il rock progressive).

La puntina scava infatti sui dischi di tre gruppi debuttanti. Dischi ruvidi, rabbiosi e lunghi lo stretto necessario per farvi sanguinare le orecchie.

Non abbiate paura, tutto questo rumore durerà poco: neanche sessanta minuti per tre dischi. Poi potrete tornare alla vostra musica ambient o all’ultimo disco di Fiona Apple.

Five Things – Smalltown Tigers

Le Smalltown Tigers ci fanno rivivere, in una manciata di minuti, gli anni d’oro del CBGB. Il loro minidisco Five Things è ruvido e frastornante quanto basta per rievocare oggi quel punk rock anni Settanta fatto di Ramones, Dead Boys e Johnny Thunders & The Heartbreakers, ma con una chitarra simile a quella di Steve Jones in Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols.

Ma occhio, non siamo neanche vicino al Lower East Side di Manhattan o a Camden Town a Londra. Siamo a Rimini, Romagna, costa est e anche per questo le tre musiciste meritato la dovuta attenzione. Le Smalltown Tigers guardano oltremanica e oltreoceano con una vena di nostalgia per il passato e il dovuto rispetto per i padri fondatori del punk.

Nonostante abbiano uno stile musicale di certo poco di moda ultimamente, suonano le otto tracce che compongono il disco con coraggio, determinazione e convinzione come se venissero da un’altra epoca. 

Coscienti che il loro sound non le porterà sui tappeti rossi dei Grammy Awards, si accontentano dei club pieni di pinte di birra e fumo negli occhi.

Ghost Revenge – Wasted Pido

From Venice (Italy) plays dirty rock’n’roll, lo-fi country blues, sometimes using cheesy drum machines, but mostly in the good old one man band style. From the electro rockabilly of his beginnings, Wasted Pido music gradually shifted to a primitive “jump” blues, supported by a minimal fingerpicking style and a weird country songwriting.

Punk – blues? Yeah, probably.

Questo è quanto si legge nella parte iniziale della bio di Wasted Pido e direi che inquadra bene il tipo che è dietro questa one man band. Un tipo che, nel suo disco Ghost Revenge, ci conduce verso il “frastuono più atroce”, per dirla alla Lester Bangs. Ma non fatevi abbagliare dal rumore bastardo che si trova sulla superficie di questi dieci brani. Se ascoltate con attenzione e scavate a fondo ci troverete un blues intelligente e calcolato in ogni dettaglio, con un’armonica che ferisce più di cento Stratocaster. 

Ma attenti a non scavare troppo che vi ritroverete dritti all’inferno.

Nonostante il sound sia primitivo e sporco, direi che è decisamente attuale e moderno: non vedo altro futuro che quello disegnato da Wasted Pido per il punk-blues del 2020.

 

Zero Dollar Bill  – Do Nothing

Anche nell’EP d’esordio del quartetto di Nottingham non aspettatevi nulla di stravolgente ed originale. Ma le 5 canzoni che compongono questo EP riportano alla luce un lavoro paziente e nostalgico che gira intorno alle cadenze post-punk degli Ought, Idles e Fontaines D.C. Anche se a tratti vi sembrerà di rivivere un doppio effetto revival: per i meno giovani gli inglesi The Fall e per quelli della generazione Y i The Strokes di Julias Casablanca (magari quelli dei primi dischi).

Un disco compatto e coerente con qualche velleità di originalità nonostante tutti questi riferimenti. Godibile dalla prima all’ultima nota.

 

 

 Damiano Sabuzi Giuliani

 

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