NBA, tennis, NASCAR: il mondo dello sport USA che partecipa alle proteste per George Floyd

I piloti della NASCAR, così come tanti altri atleti e sportivi, hanno mostrato solidarietà al movimento Black Lives Matter, ricordando George Floyd. Ucciso dalla polizia a Minneapolis, la sua morte ha scatenato una serie di proteste negli Stati Uniti e nel mondo

Anche i piloti della NASCAR si sono uniti alla crescente lista di atleti e organizzazioni sportive che supportano le proteste nazionali statunitensi contro la brutalità della polizia.

Bubba Wallace, pilota della McDonald’s Chevrolet 43, ha indossato una maglia con su scritto “Black Lives Matter” e “I can’t breathe” durante la Folds of Honor Quiktrip 500 di domenica 7 giugno. Ha anche pubblicato su Twitter un video, sponsorizzato dalla NASCAR, dove con alcuni colleghi illustra il modo in cui sosterranno la lotta contro il razzismo e ispireranno il cambiamento.

Le dichiarazioni e i tweet di Wallace fanno seguito alle numerose proteste, negli Stati Uniti e nel mondo, per richiedere una riforma del corpo di polizia. Ciò riguarda specialmente il suo rapporto con le comunità di colore. L’evento che ha dato il via alle manifestazioni è stata la morte di George Floyd, un nero statunitense ucciso a Minneapolis da un poliziotto che gli ha premuto il ginocchio sul collo per più di 8 minuti.

Anche altri piloti della NASCAR hanno fatto sentire la loro voce, domenica 7 giugno. Il leggendario Jeff Gordon ha rilasciato una forte dichiarazione durante le trasmissioni della giornata. Il pilota ha spiegato che i percorsi professionali e personali suoi e di Wallace sono differenti.

Non saprò mai che significa mettermi nei panni di Bubba o di qualcun altro che ha subito il razzismo. Ma so che posso comportarmi meglio; possiamo agire meglio per creare un cambiamento positivo” ha dichiarato Gordon. “Ora più che mai dobbiamo farci avanti. Stiamo ascoltando. Stiamo imparando. Siamo pronti per cambiare”.

Daniel Suárez ha condiviso il video della NASCAR parlando di razzismo, solidale a Wallace. “Siamo con te. Non essere razzisti non è abbastanza, dobbiamo essere anti-razzisti e creare un cambiamento REALE!”, ha scritto su Twitter.

 

Sono tantissimi gli atleti e sportivi che hanno rilasciato dichiarazioni sui social media condannando l’omicidio di George Floyd e altre violenze da parte della polizia contro gli afro-americani. Ad esempio, una dopo l’altra, numerose squadre della NBA stanno facendo sentire la loro voce, protestando contro la morte dell’uomo e dichiarando di non essere semplicemente dei giocatori di basket e di non essere lì solamente per intrattenere le persone. Ciò si è riflesso nella massiva partecipazione di sportivi alle manifestazioni. Ad esempio, Jaylen Brown, dei Boston Celtics, ha guidato per 15 ore per prendere parte alle proteste nella sua città, Atlanta. Karl-Anthony Towns, invece, ha partecipato a un rally a Minneapolis dopo meno di 15 giorni dalla morte di sua madre, deceduta a causa del Coronavirus.

Anche dal mondo del tennis è giunta solidarietà alla causa: Serena Williams, Coco Gauff e Naomi Osaka hanno pubblicato video e dichiarazioni sui loro social media. La squadra di calcio della Premier League inglese del Liverpool, invece, si è inginocchiata durante l’allenamento. Alcuni calciatori hanno pubblicato la foto online, mentre sul sito del club è stato spiegato che la decisione a tale atto è stata presa dagli atleti stessi, con il desiderio di mostrare solidarietà e sostenere il movimento Black Lives Matter. A questi sportivi se ne sono uniti tantissimi altri, tra i quali Tiger Woods o Floyd Mayweather. Tutti vogliono ricordare George Floyd, unirsi alla causa e chiedere che le proteste rimangano pacifiche.

 

Traduzione di Chiara Romano da cnn.com, firstpost.com, insider.com

Immagine di copertina via cnn.com

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