Birds of Prey: pronti per assistere alla follia di Harley Quinn?

Siamo stati invitati all’anteprima romana di “Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn”, dal 6 febbraio in tutte le sale italiane. Ecco la nostra recensione senza spoiler

Il ruolo di un arlecchino è servire.

Al The Space Cinema Moderno di Roma lunedì 3 febbraio siamo andati a vedere in anteprima il film Birds of Prey and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn (in italiano Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), nelle sale italiane dal 6 febbraio.

Settimo lungometraggio del cosiddetto DC Extended Universe, la pellicola è altamente girl power. Infatti possiamo definirlo un cinecomic totalmente al femminile, dal cast principale, che vede Margot Robbie (Harley Quinn e produttrice), Mary Elizabeth Winstead (Huntress), Jurnee Smollett-Bell (Black Canary) ed Ella Jay Basco (Cassandra Cain), alla regista Cathy Yan e alla sceneggiatrice Christina Hodson.

La figura di Harleen Quinzel, nota come “Harley Quinn”, apparve per la prima volta nel 1993 nella serie animata “Batman” (Batman: the animated series).

harley quinn birds of prey

Creata per essere la spalla del Joker (qui la nostra recensione della pellicola con Joaquin Phoenix), e da subito lampante quanto fosse malato e folle il loro Amore, anche se in realtà dovremmo definirla come una relazione abusiva e unilaterale di pura manipolazione da parte di Mister J.

Ma facciamo un recap: Batman è scomparso da Gotham, la quale ora è in mano ai criminali, e giunti al limite della possessione, dell’ossessività e ad una sindrome di Stoccolma, Harley è rimasta da sola ed è cosi che inizia la nostra storia con Margot Robbie che ci racconta in prima persona:

Joker and I, broke up!

Come il titolo della pellicola preannuncia e un po’ come successe in una collana di fumetti dedicati esclusivamente a lei, Harley si emancipa, non accettando più di andare dietro al giullare, decidendo di affrontare nuove avventure e di distaccarsi dall’immagine di “donna del Joker”.

Proprio come avviene dopo ogni rottura, passa da uno stato di depressione, all’odio, e alla sua nuova sé che porta ad un cambio radicale di look, più pazzo e confuso che fa spiccare di gran lunga la sua vera essenza, più che mostrare il suo corpo come era successo in precedenza.

Pazza, divertente e allo stesso tempo perspicace ed intelligente, Harley riesce in ogni situazione e in ogni modo a cavarsela benissimo da sé, dimostrando che a volte non serve avere un uomo alle spalle, ma soltanto determinazione e un pizzico di follia.

Capisce che “tutte le cose belle devono finire” e va avanti, a suon di calci e colpi di mazza, martelli, bombe colorate e spara coriandoli, cercando di sopravvivere di fronte ai vari nemici che le si prospettano davanti, come il big boss dell’intero film Black Mask (Ewan McGregor), noto come uno dei più grandi nemici di Batman.

Parallelamente ad Harley Quinn troviamo altre donne dalla forte personalità con le quali la protagonista del film si unirà per salvare Cassandra Cain e in seguito creare le Birds of Prey:

Black Canary, alias di Dinah Lance, figlia di una delle prime eroine e combattenti del crimine e famosa per il suo urlo ultrasonico; Huntress, alias di Helena Bertinelli, figlia di una nota famiglia mafiosa che cerca vendetta per lo sterminio della sua famiglia, e Renee Maria Montoya, la detective del dipartimento di Gotham City, già nota per i veri fan.

Riusciranno le nostre “girls” a farsi valere e a contrastare l’arcinemico?

E lo so, Harley non è mai stata un eroina anzi è sembra apparsa come un antieroina, anche se possiamo ricordare che in più di una situazione particolare si è dimostrata più magnanima di Joker e di fatto più umana, e anche in questo film possiamo vedere come a modo suo cerca di fare del bene.

Margot Robbie, grazie anche alla quale si deve l’ideazione e la produzione di Birds of Prey, criticava la poca presenza di azione in Suicide Squad, e volle assolutamente ricreare più dinamicità in questo, dimostrando che anche le donne possono farcela ed essere alla pari con gli uomini, e devo dire che ci sono di gran lunga riusciti, c’è decisamente molta “action”.

Come si deduce dal precedente film DC, Harley è in grado di prendere a calci da vera dura, e di creare caos e follia, nel miglior modo che un arlecchino possa fare con gag d’impatto, comiche e sfarzose, con situazioni tragicomiche che caratterizzano difatti la sua vita.

E sicuramente un film meglio riuscito di Suicide Squad, e nonostante qualche modifica qua e là, come la stessa presenza di Harley nelle Birds of Prey o il cambio di nome della iena, Harley con la sua enorme energia ha l’intento di ricordarci che dopo ogni rottura c’è un risollevamento, e come scrisse uno dei creatori di Harley Quinn nell’introduzione del fumetto “Mad Love”,

Non è un cambiamento casuale, ma un passo ricolmo di speranza compiuto nella direzione giusta. E se c’è speranza per Harley Quinn, allora c’è speranza per il folle innamorato che è in tutti.

Federica Carlozzo

(Le immagini sono state gentilmente concesse da Warner Bros. Entertainment Italia.)

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