Nicola II e Giorgio V: storia e curiosità di una cuginanza imperiale

La vita dei due grandi imperatori del XX secolo raccontata tra cenni storici ed aneddoti personali. Dalla grande amicizia al fatale tradimento

Giorgio V (a sinistra, seduto) e Nicola II (a destra, in piedi)

Giorgio V (a sinistra, seduto) e Nicola II (a destra, in piedi)

I DUE IMPERATORI – Origini assai comuni, ma destini troppo avversi”. Forse, è con questa nostra locuzione che potremmo ben sintetizzare la vita di due tra i più illustri reali del caro Vecchio Continente, agli esordi del secolo scorso.

I due insigni personaggi in argomento sono: Nikolaj Aleksandrovič Romanov (di seguito anche “Nicola II”) e George Frederick Ernest Albert (di seguito anche “Giorgio V). Il primo fu “Imperatore e Autocrate di Tutte le Russie”; il secondo fu“Re del Regno Unito, d’Irlanda e dei Dominion britannici d’oltremare, Imperatore d’India”.

LA DISCENDENZA COMUNE – Si cominci, ora, col dire che i due reali sovrani erano uniti da uno stretto vincolo di parentela. Infatti, Nicola II e Giorgio V erano cugini, in quanto le loro auguste madri erano sorelle: Alessandra di Danimarca (“Regina consorte del Regno Unito e dei Dominion Britannici d’Oltremare, Imperatrice consorte d’India”) e Marija Fedorovna alias “Dagmar di Danimarca” (“Imperatrice consorte di tutte le Russie”). Come noto, queste ultime erano figlie dei reali sovrani di Danimarca: Cristiano IX di Danimarca e di Luisa d’Assia-Kassel.

Nicola II (a sinistra) e Giorgio V (a destra)

Nicola II (a sinistra) e Giorgio V (a destra)

LA SOMIGLIANZA FISICA – Il vincolo di sangue spiegherebbe altresì, a livello di morfologia umana, la sorprendente somiglianza fisica sussistente tra i due principi imperiali tanto da esser considerati – non di rado – quali cugini-gemelli” (la somiglianza fisica è ben testimoniata in alcune delle foto storiche di questo articolo).

AMICIZIANicola II e Giorgio V nutrivano l’un per l’altro una vera grande amicizia e simpatia personale. Tuttavia il loro comune affetto non bastò, forse, ad evitare una tragica fine allo Zar di Russia ed alla sua famiglia.

LA NONNA ED IL SUOCERO D’EUROPA – Una curiosità storica risiede nel costatare come, nel corso della storia i parenti ed i discendenti della Regina Vittoria del Regno Unito e del Re Cristiano IX di Danimarca – tra cui anche Nicola II e Giorgio V – si sono seduti sui principali troni delle corti europee: Regno Unito, Russia, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Belgio, Svezia, Norvegia e Romania.

Al riguardo, basti pensare che i nove figli della Regina Vittoria nonché venti dei suoi quarantadue nipoti convolarono a nozze con altri illustri esponenti del mondo aristocratico europeo; tali unioni matrimoniali contribuirono ad intessere nuovi e sempre più stringenti vincoli di parentela con le nobili famiglie europee. Tutto ciò valse l’attribuzione alla Regina Vittoria e al Re Cristiano IX degli affettuosi epiteti, rispettivamente, di “Nonna d’Europa” e Suocero d’Europa”.

Regina Vittoria del Regno Unito

Regina Vittoria del Regno Unito

IL PRESUNTO TRADIMENTO E LA FINE DEI ROMANOV ­– Nel 1917, lo scoppio della Rivoluzione russa indusse Giorgio V ad assicurare asilo politico alla famiglia imperiale russa. Tuttavia a seguito della grave situazione sociale che si diffuse nel Regno Unito, Giorgio V – temendo di subire in Patria un’analoga rivoluzione a quella russa con simili conseguenze – decise di non procedere al salvataggio della dello Zar. Il salvataggio fu, inoltre, reso più complicato sia dalla crescente ascesa politica in Russia del partito bolscevico sia dalle difficoltà del Regno Unito nel gestire e condurre l’intervento bellico.

Ad ogni modo, Lord Mountbatten attribuì la decisione del mancato salvataggio della famiglia imperiale russa al Primo Ministro Lloyd George. Al contrario, Lord Stamfordham identificò in Giorgio V il responsabile del mancato recupero dei sovrani di Russia, quantunque il governo britannico assunse una posizione in tal senso favorevole.

La dinastia dei Romanov - La famiglia imperiale russa

La dinastia dei Romanov – La famiglia imperiale russa

Così, lo Zar Nicola II e la sua famiglia rimasero in Russia, ove nella notte tra il 16 ed il 17 luglio del 1918 vennero crudelmente uccisi in quella che passò alla storia come la “strage di Ekaterinburg”. All’epoca, Nicola II aveva 50 anni. Nel 1919 in Crimea, una nave britannica salvò Dagmar di Danimarca (madre di Nicola II e zia di Giorgio V) nonché altri membri della famiglia imperiale russa.

Il 20 gennaio 1936, Giorgio V morì (morte naturale) all’età di 70 anni a Sandringham House (residenza di campagna della famiglia reale inglese, situata nella contea di Norfolk).

QUEL CHE RESTA ALLA STORIA – Origini assai comuni, ma destini troppo avversi”. Così abbiamo esordito e così chiudiamo questa nostra breve analisi. La finalità del presente articolo non è certo quella di indagare sugli eventi storici occorsi un secolo fa per tentar di giungere – ove mai fosse possibile – ad una verità storica su chi o cosa abbia cagionato, direttamente od indirettamente, la tragica fine della potente dinastia dei Romanov nonché sull’eventuale ruolo assunto in tale vicenda da Giorgio V e dalla politica del suo governo.

Ciò che preme qui sottolineare è, invece, la grande amicizia – forse, ancora oggi, poco nota ai molti – che ha unito per tutta la loro vita i due amati cugini-gemelli” reali, che qui abbiamo provato a raccontarvi sinteticamente. Potremmo dire che questo legame non si sviluppa semplicemente per vincoli di consanguineità, somiglianza fisica e comunanza di antenati, bensì e soprattutto per concordanza di opinioni ed interessi personali, di visione del mondo nonché per la comune convivenza con privilegi e sacrifici personali che loro e le rispettive famiglie furono tenuti “obtorto collo” a dover accettare per insindacabile scelta del destino. Quel fato che – come sopra accennato – modificherà definitivamente le sorti di vita e di potere dei due grandi sovrani del XX secolo.

Francesco Ciavarella

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