Il ritiro di Julio Velasco, l’uomo che ha cambiato la pallavolo

Il tecnico argentino, uno dei più vincenti della storia della pallavolo, lo scorso 10 maggio ha annunciato il suo addio, rinunciando all’ultimo anno di contratto con Modena
velasco

Julio Velasco

Quella del ritiro di Julio Velasco è una di quelle notizie che non si vorrebbero ricevere. La leggi, la rileggi, ma non credi mai che sia vero. D’altronde quando si cresce con delle figure, nello sport come nella vita, pensi che esse ti accompagneranno per molto tempo nell’arco della stessa. Poi però la notizia trova fondamento e l’unica cosa che è concesso fare è stare in silenzio, rimembrando i ricordi legati a quella figura.

Julio Velasco, uno dei migliori allenatori della storia della pallavolo, ha detto basta rinunciando all’ultimo anno di contratto con Modena. Il colpo al cuore inferto agli appassionati di questo sport lascerà una cicatrice, che difficilmente si rimarginerà. Lo ha fatto con una lettera.

D’altronde cosa poteva chiedere di più a se stesso l’uomo nato a La Plata nel 1952, che dall’Argentina è partito alla conquista del mondo. Citare il suo palmares sarebbe un inutile esercizio di stile. Perché ciò che ha fatto è stato molto più importante. Ha dato un contributo rilevante alla crescita della pallavolo.

È stato il deus ex machina di quella che sarebbe poi stata definita la Nazionale del secolo. Ha posto l’accento su un Paese come l’Iran, che grazie a lui ha trovato una sua dimensione a livello internazionale nel volley.

Ma non c’è stato solo il parquet nella sua vita. Per un periodo, è stato dirigente delle società calcistiche Lazio ed Inter. Oltre a ciò, si affermò con delle conferenze sul come trovare motivazioni, con una serie di incontri sulla motivazione e leadership.

Il seme che ha istillato in molti dei suoi ragazzi ne fa un tecnico sui generis. Hanno seguito con successo le sue orme Andrea Anastasi, che ha avuto la fortuna di guidare anche la nazionale italiana, Luca “Bazooka” Cantagalli, suo vice nella sua ultima esperienza in panchina, Paolo Tofoli, e Lorenzo Bernardi, che della sua squadra era il faro in campo, e si sta ripetendo in panchina a Perugia, dove si è laureato campione d’Italia nel 2018 e pochi giorni fa ha sfidato in finale un altro allievo dell’argentino, Fefè De Giorgi, oggi sulla panchina della scudettata Civitanova.

Ultimo ma non meno importante il più giovane di questi ragazzi, Andrea Giani che, il destino ha voluto, raccoglierà la sua eredità a Modena.

Ora si prenderà il suo tempo Julio Velasco, staccherà la spina dall’amore della sua vita. Uno sport al quale ha dato ma dal quale a preso molto. Il vate del volley mondiale ha lasciato il campo ad un nutrito numero di giovani discepoli che gireranno il mondo, alzando trofei, portando onore e gloria al nome del loro maestro.

Andrea Pulcini

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