Laicità e Arte: verso la settima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità

Su Ghigliottina.it, media partner della manifestazione che si terrà a Pescara dal 17 al 19 ottobre 2014, due estratti in esclusiva dell’ebook in free download sul sito del festival

Logo FMLIn attesa dell’inizio del Festival Mediterraneo della Laicità 2014, che si svolgerà a Pescara il prossimo fine settimana, in esclusiva per voi ecco alcune riflessioni stimolate dalle tematiche del festival, raccolte in un ebook in free download scaricabile dal sito itinerarilaici.it alla sezione “Settima edizione”.

Angela Giorgi, “La libertà dell’espressione artistica e la libertà dello spirituale”
“Il compito dell’arte non è esaurito né esauribile dall’arte stessa: in quanto espressione materiale di un contenuto immateriale, essa non potrà risolvere in sé qualcosa che le è ulteriore; perciò, la domanda sulla laicità dell’arte, ovvero sulla libertà dell’espressione artistica da un ipotetico orizzonte etico o persino metafisico, non riguarda la singola – ogni singola – opera d’arte, ma l’arte in sé come estrinsecazione dell’immateriale, e dunque investe l’immateriale stesso. Mi chiedo, quindi: è legittimo interrogarsi sulla laicità dell’immateriale? L’immateriale, in quanto nucleo del movimento di espressione artistica, può essere indagato rispetto a un suo presunto rapporto con “valori”, siano essi universali o contingenti? Il movimento creativo, che porta a espressione nella materia lo spirituale, non è forse, di per sé, libero in modo radicale? Se dovessimo immaginare l’estrinsecazione dello spirituale nell’opera d’arte come sottoposta a un orizzonte di valori o principi metafisici che la precede, essa semplicemente non potrebbe avere luogo, in quanto sarebbe determinata da qualcosa di esterno a essa e, pertanto, non sarebbe più autenticamente spirituale (concordando sulla definizione dello spirituale come libero per eccellenza). Credo perciò che la laicità dell’arte sia pensabile e affermabile come assoluta libertà dell’espressione artistica, in virtù dell’assoluta libertà del suo “contenuto” immateriale: la questione della laicità, ovvero dell’autonomia dell’arte rispetto a riferimenti religiosi, etici, metafisici più o meno storicamente presenti nelle incarnazioni socio-politiche di istituzioni o centri di potere, è problema conseguente e vincolato alle contingenze storiche; pertanto, solo in relazione alla dimensione di contingenza storica è indagabile, senza pronunciarsi sulla libertà dell’arte in sé, indagabile e difendibile solo da un punto di vista intrinseco all’arte stessa.
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Davide Resani, “Laicità e arte”
Il fondamentalismo – ogni dogmatica certezza – è la radicazione monolitica e a sprazzi violenta di una sbiadita e stanca cultura, assurta, ormai, a verità inconfutabile: è vero solo ciò che corrisponde al modo in cui noi viviamo. Non credo che l’odierna apparente mancanza d’arte sia imputabile alla reale assenza di artisti (che forse in numero ridotto ancora pensano e creano, nascosti in qualche luogo protetto in cui la società non possa entrare), ma all’incapacità della cultura di riacquisire la plasticità creativa che deve esserle propria. Già, ma la cultura siamo noi!
Finché noi (tutti quanti, nessuno escluso) non riusciremo a vedere e com-prendere la realtà del brutto – della bruttezza – che ci attornia, a cui noi stessi, troppo spesso, ci prostriamo in nome dell’effimera felicità del presente, saremo impossibilitati a ri-scoprire quella bellezza che è riscatto dal terrore e dalla fetida oscurità della morte e luminosa eternità (a-temporale) della Vita. Non si può continuare a volgere lo sguardo altrove, la Vita chiede di essere guardata negli occhi.

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