La meditazione non sfama

L’esecutivo Letta tergiversa sui temi economici, mentre Berlusconi ha trovato il suo “esecutivo d’interesse”

di Adalgisa Marrocco

lettapalm”Io ho lottato per altri risultati e questo non è il mio governo ideale. Se posso dire, questo non è nemmeno il mio presidente del Consiglio ideale”, ha detto Enrico Letta. Dichiarazioni, quelle del neo primo ministro, che incontrano il parere concorde di una grande fetta di elettorato e cittadini, di centrosinistra e non solo.

C’era una sera di qualche settimana fa, una sera in cui l’Italia aveva consapevolezza di non avere speranze di nominare un nuovo presidente della Repubblica in concordia e che, altrettanto improbabile, fosse la prospettiva di vedere insediarsi un governo a breve. Quella sera era quella del 19 aprile scorso. Il giorno dopo era il 20 e, come per incanto, l’ottantotenne Giorgio Napolitano è nominato per la seconda volta inquilino del Campidoglio e la sicurezza di un governo finalmente cè, anche quella.

Chiamiamole forzature, chiamiamole manovre, chiamiamoli accadimenti frutto del potere esercitabile da strutture a “doppio livello”. Ma certo è che, in queste settimane, la democrazia come la conoscevamo ha perso di significato.

La gente voleva un presidente della Repubblica di cambiamento e ha riavuto Napolitano. La gente voleva un governo di cambiamento ed ha avuto un governo simil-democristiano PD-Pdl.

Ma la gente, dopo aver desiderato senza ottenere, ora ha bisogno. Ed ha bisogno di misure forti che rilancino l’economia e forniscano garanzie alle fasce più penalizzate: non è retorica, è verità. Eppure questa verità, questo bisogno reale di garanzie, rischia anch’essa di essere fagocitata dagli intrallazzi e dai giochi di potere.

Parlare d’altro per distrarre l’attenzione del cittadino dalla crisi, procrastinando le scelte urgenti alle calende greche: ecco cosa sta già accadendo col governo Letta. Parlare di immigrazione, coppie di fatto, et similia, zittendo il grido di bisogno di un Paese in cui non si vive più. Letteralmente.

E se c’è chi glissa, qualcun altro sfrutta il clima di disperazione e fa dell’IMU il passpartout per le prossime elezioni. Uno sprezzante cinismo elettorale quello di Berlusconi, che fa emergere come questo governo, alla faccia degli esecutivi di scopo, sia solo un esecutivo d’interesse con scadenza a stacco spina.

Le prospettive sono grigie, di un grigio scuro. E non c’è ritiro in monastero che tenga: la meditazione non ha mai sfamato nessuno.

(Fonte immagine: www.formiche.net)

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